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Ambulante ucciso: Crepet, lavorare sulla prevenzione

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Di ANSA
La maggior parte delle persone è indifferente
La maggior parte delle persone è indifferente

<p>(<span class="caps">ANSA</span>) – <span class="caps">ANCONA</span>, 30 <span class="caps">LUG</span> – “Occorre lavorare sulla<br /> prevenzione” e “segnalare gli episodi di violenza di cui si<br /> viene a conoscenza”. Così lo psichiatra Paolo Crepet commenta<br /> l’omicidio a Civitanova Marche dell’ambulante nigeriano Alika<br /> Ogorchukwu da parte di un 32enne italiano. “I social ci stanno<br /> mostrando che le persone sono pavide e vigliacche – dice a<br /> proposito della reazione di chi ha assistito alla tragedia,<br /> magari registrandola sui telefonini, mas senza fare nulla – preferiscono immortalare una persona agonizzante piuttosto che<br /> intervenire. Comunque è una reazione che mi sorprende molto,<br /> capisco che alcuni possono aver avuto paura ad intervenire, ma<br /> questo segnala che siamo diventati indifferenti: non è solo chi<br /> filma e riprende, la maggior parte delle persone è indifferente<br /> a quello che succede”. Invece “la violenza non nasce da un’ora<br /> all’altra e va sempre segnalata”. E secondo lo psichiatra “c‘è<br /> un evidente problema di integrazione, che deriva da una cultura<br /> antica che affonda le proprie radici nel secolo scorso, nelle<br /> leggi razziali e nelle colonie. C‘è una diffidenza atavica verso<br /> il diverso: in Italia si muore perché si è neri, perché si è<br /> omosessuali, perché si è donne, si muore perché si è bambini. Si<br /> tratta di una cultura autoritaria dove è assente l’educazione al<br /> rispetto”. (<span class="caps">ANSA</span>).</p>

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