Lisbona, Atene e Madrid rifiutano la proposta di Bruxelles sui tagli al gas

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Di Ludovica Longo
Penisola iberica contro la proposta di Bruxelles
Penisola iberica contro la proposta di Bruxelles   -   Diritti d'autore  JOSEP LAGO/AFP or licensors

La penisola iberica rifiuta il taglio del 15% del consumo di gas proposto da Bruxelles e la Grecia ha seguito il suo esempio. Poi anche la Polonia, e ore si apprende che anche l'Italia ha espresso riserve sul piano europeo. 

La misura è stata annunciata mercoledì dalla Presidente della Commissione europea durante la presentazione del piano di emergenza per la riduzione della domanda energetica.

Il Portogallo considera la proposta di Bruxelles "insostenibile". Parlando al quotidiano Expresso, il Segretario di Stato per l'Ambiente e l'Energia ha affermato che un taglio del 15% del consumo di gas costringerebbe il Paese a rimanere "senza elettricità". Per João Galamba, Bruxelles non ha tenuto conto delle specificità della penisola iberica. Il Portogallo, ha aggiunto, è stato per anni e anni svantaggiato perché non aveva collegamenti con il resto della rete di distribuzione energetica europea e il Paese ha sempre dovuto acquistare "gas più costoso".

In Spagna, il Ministro dell'Energia ha sottolineato che il Paese non dipende dal gas russo e ha compiuto sforzi per investire in infrastrutture di stoccaggio e liquefazione del gas. Teresa Ribera ha assicurato che non ci saranno tagli per le famiglie.

"Difendiamo i valori europei, ma non possono chiederci un sacrificio su cui non hanno nemmeno chiesto la nostra opinione. La differenza con gli altri Paesi è che noi non viviamo al di sopra delle nostre possibilità dal punto di vista energetico", queste le parole della Ministra spagnola. 

Nel presentare il piano per la "riduzione" del consumo di gas nell'Unione Europea, la presidente della Commissione ha chiesto la cooperazione e la solidarietà di tutti gli Stati membri, indipendentemente dalla loro maggiore o minore dipendenza dal gas russo.

La riduzione del 15% del consumo di gas a partire da agosto è per il momento volontaria. Ma Ursula von der Leyen non esclude che possa diventare obbligatoria in caso di emergenza.