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Francia, fallisce la mozione di sfiducia al governo della Nupes

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Di Euronews
Assemblea nazionale francese
Assemblea nazionale francese   -   Diritti d'autore  Michel Euler/Associated Press   -  

Nessuna sorpresa in Francia: cade nel nulla la mozione di sfiducia presentata dal Nupes, la coalizione di partiti di sinistra che conta 151 deputati all'Assemblea nazionale, contro la prima ministra francese Elisabeth Borne.  

Numeri impossibili

Senza il sostegno degli altri gruppi di opposizione, di destra e di estrema destra, era impossibile che la mozione ottenesse la maggioranza assoluta di 289 voti, che avrebbe fatto cadere il governo di minoranza uscito dalle ultime elezioni legislative.

"Mi sarebbe piaciuto incontrarla per parlare di lavoro, istruzione e salute", ha affermato Borne. "Avrei voluto parlare con voi delle questioni che preoccupano i francesi, che pesano sulla loro vita quotidiana e per le quali ci chiedono risposte".

"Mi sarebbe piaciuto incontrarla per parlare di lavoro, istruzione e salute"
Élisabeth Borne
prima ministra francese

I deputati di sinistra hanno denunciato la mancanza di legittimità di Borne, che dal canto suo ha denunciato un ostacolo ai lavori parlamentari, una settimana dopo il suo discorso di politica generale. 

La mozione di censura ha rinviato i dibattiti sulla situazione sanitaria, mentre la Francia affronta una nuova ondata epidemica. In serata, i deputati avrebbero dovuto esaminare le misure per frenare l'esplosione dei nuovi casi. 

Altra grana per il governo

Oltre la pandemia, ieri l'ennesimo scandalo che ha coinvolto il presidente Emmanuel Macron, la pubblicazoine degli "Uber files": una serie di documenti, ottenuti dal The Guardian e trattati dall'Icij (International consortium of investigative journalism), che testimonierebbero favoritismi da parte dell'allora ministro dell'Economia alla compagnia americana. 

"Me ne occuperò personalmente. Restiamo calmi in questo momento", è il messaggio che Macron avrebbe mandato a Mark MacGann, responsabile delle poltiche aziendali in Europa. 

Il presidente francese, interpellato dal Consorzio, non ha risposto alle domande sui rapporti personali con Uber.