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L'Ue si appella all'unità per salvare il protocollo sull'Irlanda del Nord

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Di Gianluca Martucci
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Il vice presidente della Commissione europea per i negoziati interistituzionali Maroš Šefčovič
Il vice presidente della Commissione europea per i negoziati interistituzionali Maroš Šefčovič   -   Diritti d'autore  Geert Vanden Wijngaert/Copyright 2022 The Associated Press. All rights reserved.

La linea generale non cambia. Il ministro per gli Affari europei della Repubblica Ceca ha fatto intendere durante un dibattito durante la plenaria del Parlamento europeo a Strasburgo che qualsiasi marcia indietro del governo di Londra sul protocollo sull'Irlanda del Nord annesso all'accordo sulla Brexit si scontrerà con l'unità europea. La stessa unità è richiesta dall'Unione a Londra, che "in questi periodi di minacce provenienti da Est (con l'aggressione russa all'Ucraina, ndr), dovrebbe allinearsi ai Paesi che condividono il rispetto degli accordi internazionali", come ha affermato il vice presidente della Commissione europea Maroš Šefčovič, che rappresenta l'esecutivo europeo nel Consiglio di partenariato che supervisiona l'accordo commerciale Uk-Ue.

Il ministro ceco Mikuláš Bek ha sottolineato la necessità di inviare "un chiaro segnale al governo britannico", ricordando a Londra che l'Ue più volte ha dimostrato di voler mantenere una partnership strategica e duratura con la Gran Bretagna". Gli eurodeputati irlandesi hanno chiesto a Downing Street di**"fare un passo indietro dall'orlo del baratro"** e di riallacciare i rapporti con l'UE.

Nel dibattito in aula gli eurodeputati hanno ribadito l'assenza di giustificazioni "legali o politiche" per minacciare l'adozione di modifiche unilaterali al protocollo che ha evitato ripristinare un confine "rigido" tra l'Irlanda e l'Irlanda del Nord dopo l'uscita della Gran Bretagna dall'Ue. Ma l'incubo di un'iniziativa da parte di Londra è concreta sin dal momento in cui il protocollo è stato firmato a dicembre 2020.

Nelle continue occasioni di contatto con la controparte inglese, Bruxelles si è sempre dichiarata disposta a trovare delle soluzioni per risolvere le questioni pratiche poste dal protocollo, ma non ha mai fatto mistero di essere pronta a rispondere con gli strumenti legali a sua disposizione in caso di modifica unilaterale del trattato.