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Area concerti in spiaggia a Rimini,'distrutta zona protetta'

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Di ANSA
Ambientalisti, ultimo fratino ucciso, danni all'ambiente marino
Ambientalisti, ultimo fratino ucciso, danni all'ambiente marino

<p>(<span class="caps">ANSA</span>) – <span class="caps">RIMINI</span>, 06 <span class="caps">LUG</span> – Il fratino è una specie a rischio e<br /> da 15 anni ha scelto la riviera riminese per la nidificazione,<br /> tant‘è che sulla spiaggia libera di Miramare, di fronte alla ex<br /> Colonia Bolognese, vi era un’area protetta con tanto di cartelli<br /> e recinti per i nidi. Area che le ruspe hanno cancellato a<br /> inizio estate per fare spazio a un’arena per concerti. Il Comune<br /> ha infatti messo a disposizione la spiaggia per gli eventi della<br /> Rimini Beach Arena gestita dai titolari di alcune discoteche<br /> della zona. “Era un’area meravigliosa, ricca di biodiversità, con dune<br /> create col tempo e tanta vegetazione – spiega l’ornitologa<br /> dell’associazione Asoer Roberta Corsi – è una zona soprattutto<br /> importante per la nidificazione del fratino”. La vegetazione,<br /> infatti, dava all’uccello trampoliere una via di fuga dall’uomo<br /> e dai cani senza guinzaglio. Anche l’ultimo esemplare è morto.<br /> “Purtroppo il fratino non ce l’ha fatta – afferma l’ornitologa – perché è nato tre giorni prima dei lavori di livellamento,<br /> spianamento e distruzione totale dell’habitat naturale e quindi<br /> di tutta la biodiversità”. Ma i danni riguardano anche il mare. Secondo il presidente<br /> della Fondazione Cetacea, Sauro Pari, i concerti, con la musica<br /> ad alto volume, hanno ripercussioni sull’ambiente marino<br /> “gravissime, perché di fatto i rumori sott’acqua si propagano a<br /> una velocità che è quattro volte superiore a quella dell’aria e<br /> quindi possono arrivare anche a qualche chilometro di distanza<br /> disturbando le popolazioni ittiche”. Il Comune non commenta la vicenda. Al danno ambientale<br /> denunciato dalle associazioni si aggiunge anche la sottrazione<br /> al pubblico di una delle poche spiagge libere della riviera che<br /> di fatto, prosegue Pari, “è stata privatizzata per due mesi e<br /> tolta, scippata, ai cittadini che venivano qui gratuitamente a<br /> fare il bagno e a prendere il sole. Anche perché ormai i bagni<br /> costano davvero tanto”. (<span class="caps">ANSA</span>).</p>

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