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Aggressioni durante movida a Palermo, sgominata banda

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Di ANSA
Emessi 11 provvedimenti cautelari
Emessi 11 provvedimenti cautelari

<p>(<span class="caps">ANSA</span>) – <span class="caps">PALERMO</span>, 02 <span class="caps">LUG</span> – Il loro nome di battaglia era<br /> Arabzone 90133. Zona araba con il Cap del centro storico di<br /> Palermo e i luoghi della movida, dove una banda di magrebini e<br /> italiani aggrediva con violenza e rapinava le vittime prese di<br /> mira. “Il branco alimentava il proprio potere e predominio con i<br /> profili social su Tik Tok, Youtube e Instagram con quasi mille e<br /> cinquecento follower”, affermano gli investigatori. Nella zona attorno a via Maqueda, nel centro storico è stato<br /> anche picchiato e rapinato un poliziotto libero da servizio che<br /> era intervenuto per proteggere alcune coppie e un disabile in<br /> carrozzina aggrediti. In quell’occasione il poliziotto sparò<br /> alcuni colpi di pistola in aria. Sono 11 le persone, sei<br /> maggiorenni e cinque minorenni, raggiunte da un provvedimento<br /> cautelare del gip di Palermo ed eseguite dalla squadra mobile<br /> che ha condotto le indagini. Cinque sono finiti in carcere,<br /> uno ai domiciliari e i minorenni, due al Malaspina e tre in<br /> comunità. La banda sarebbe responsabile di aggressioni, alcune<br /> violente, con bottiglie di vetro rotte e bastoni: le vittime<br /> erano i giovani che trascorrevano le notti nei pub della zona. I<br /> pestaggi e le rapine sarebbero avvenute da gennaio al 15 giugno.<br /> “‘Qua rispetti chi temi mica chi ti tratta bene’ oppure ‘Certi<br /> personaggi che ci portiamo dietro sono più terribili di quelli<br /> che abbiamo dentro’. Queste sono le frasi a commento dei raid,<br /> postate sui social sotto il profilo ‘Arabzone90133’”. Lo<br /> ricostruisce il questore di Palermo, Leopoldo Laricchia. “Il<br /> gruppo, o meglio il branco – dice Laricchia – di giovanissimi,<br /> alcuni maggiorenni altri minorenni, prevalentemente di origine<br /> maghrebina, seconda generazione di immigrati, parte dei quali<br /> nati a Palermo, esaltavano azioni criminali come rapine, furti,<br /> aggressioni senza motivo, tutte commesse in centro intorno a via<br /> Maqueda, e tutte nei confronti di altri giovani, anche disabili,<br /> dall’inizio dell’anno fino a qualche settimana fa, quando il<br /> cerchio degli investigatori della polizia di Stato ha iniziato a<br /> stringersi attorno a loro”. (<span class="caps">ANSA</span>).</p>

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