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Madrid, il calvario di una famiglia ucraina: "abbiamo dormito per strada"

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Di Carlos Marlasca
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Valentyna Kasian, profuga ucraina
Valentyna Kasian, profuga ucraina   -   Diritti d'autore  Euronews

Hanno lasciato l'Ucraina circa un mese fa per via della guerra come almeno altri 7 milioni di loro compatrioti. Si sono ritrovati in Spagna. Qui però questa famiglia di 5 persone di Kiev dopo il centro di prima accoglienza, ha iniziato un calvario. 

Valentyna Kasian racconta le peripezie vissute: "Per una settimana abbiamo vissuto in un hotel a Pozuelo, poi con le valigie, con le bambine, da mattina a sera abbiamo cercato un posto dove passare la notte, cercando dove mangiare, dove andare, a chi chiedere aiuto, a quale organizzazione". 

Diverse organizzazioni hanno inviato i cinque in alloggi nelle province di Orense e Vitoria, dove non c'era posto, e sono tornati a Madrid. Sono diventati senzatetto, dormendo in un ostello finché un'associazione non si è presa cura di loro. "Sinceramente in Spagna non più sicuro che in Ucraina, abbiamo persino pensato di tornare nel nostro Paese. Ci aspettavamo un aiuto, ma alla fine ci siamo ritrovati per strada in terra straniera senza soldi, senza cibo, senza casa - racconta Kasian - È molto pericoloso, abbiamo due bambini piccoli e in generale è molto stressante".

La Fondazione Madrina, che ha accolto questa famiglia, ha un call center dove arrivano chiamate di ucraini che cercano di soddisfare i loro bisogni, ma anche chiamate di spagnoli che li accolgono e presentano le loro richieste.

"Una famiglia è con noi da tre mesi. La bolletta di luce e acqua però è aumentata molto. Non possiamo più prenderci cura di loro", denuncia Anastasiia Lvova, della fondazione Madrina. 

Dall'inizio della guerra 125mila profughi ucraini in Spagna

Dall'inizio della guerra, circa 125.000 profughi ucraini sono arrivati ​in Spagna. Il governo ha annunciato un aiuto di 400 euro da luglio per coloro che sono esclusi dal sistema di accoglienza pubblica ma alla Fondazione credono che ci sia qualcosa di prioritario: aiutare i profughi a lavorare.

"Con l'omologazione dei titoli immediata - dice il presidente della fondazione, Conrado Giménez -  si deve favorire ll'ingresso rapido di questi lavoratori nel tessuto industriale spagnolo e, d'altra parte, incoraggiare le aziende ad assumerli con detrazioni fiscali".

Il Ministero della Previdenza Sociale, Inclusione e Migrazione spagnolo nega che ci siano famiglie ucraine prive di accoglienza, afferma di avere abbastanza posti per le donne sfollate dall'ex repubblica sovietica.