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Sversamento e combustione rifiuti, 8 misure cautelari a Gela

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Di ANSA
In discarica è emersa la presenza di metalli pesanti e amianto
In discarica è emersa la presenza di metalli pesanti e amianto

<p>(<span class="caps">ANSA</span>) – <span class="caps">GELA</span>, 29 <span class="caps">GIU</span> – Otto persone sono state raggiunte da<br /> misure cautelari per i reati, contestati a vario titolo, di<br /> combustione e sversamento illecito di rifiuti, ricettazione e<br /> violazione di sigilli. Ad eseguire il provvedimento, su delega<br /> della Procura, il commissariato di pubblica sicurezza di Gela<br /> (Caltanissetta) in applicazione di un’ordinanza di applicazione<br /> di misure cautelari personali e reali, emessa dal gip. In tutto<br /> sono 14 le persone indagate: per quattro di loro è scattato<br /> l’obbligo di presentazione alla polizia giudiziaria, tre volte a<br /> settimana con l’ulteriore prescrizione di non lasciare<br /> l’abitazione nelle ore notturne dalle 21.30 alle 6; per altri<br /> quattro indagati è stata disposta la misura cautelare del<br /> sequestro preventivo di sette mezzi pesanti, utilizzati allo<br /> stato degli accertamenti preliminari, senza le prescritte<br /> autorizzazioni, per il trasporto, sversamento e abbandono del<br /> materiale di scarto proveniente da attività agro-industriali su<br /> un fondo privato dove era stata allestita la discarica abusiva.<br /> Altre sei persone sono indagate a piede libero. Le condotte<br /> contestate avvenivano, in relazione ad alcuni degli indagati,<br /> nell’esercizio dell’attività di impresa nel settore dello<br /> smaltimento dei rifiuti; per questo motivo il gip del tribunale<br /> di Gela ha applicato la misura cautelare della sospensione delle<br /> autorizzazioni, licenze, concessioni per il trasporto e la<br /> trattazione a qualunque titolo dei rifiuti nei confronti della<br /> società coinvolta. Nel corso delle indagini è emerso inoltre che<br /> gli indagati riuscivano a trarre ulteriori importanti profitti<br /> attraverso la rivendita del materiale ferroso ricavato dai<br /> cumuli di rifiuti date alle fiamme, motivo per cui viene<br /> contestato il reato di ricettazione anche nei confronti di un<br /> imprenditore operante nel territorio di Niscemi. Da<br /> approfondimenti effettuati in collaborazione con l’Arpa, sul<br /> materiale di derivazione agro-industriale che veniva smaltito, è<br /> emersa la presenza in discarica di metalli pesanti ed amianto.<br /> (<span class="caps">ANSA</span>).</p>

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