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'Devi morire, non meriti amore', assolto stalker agorafobico

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Di ANSA
Bonanni venne pestato in strada nel 2011 a Rione Monti
Bonanni venne pestato in strada nel 2011 a Rione Monti

<p>(<span class="caps">ANSA</span>) – <span class="caps">FIRENZE</span>, 16 <span class="caps">GIU</span> – Assolto, anche perché affetto da<br /> ‘agorafobia’, la patologia psicologica che non fa uscire di casa<br /> e fa rifuggire dai luoghi pubblici, lo stalker fiorentino di 43<br /> anni accusato di persecuzioni verso la ex fidanzata di Roma alla<br /> quale per due anni ha inviato messaggi tipo ‘Non meriti amore,<br /> devi morire o passare il resto dei tuoi giorni sola come un cane<br /> o in un letto di ospedale”. Il processo, in rito abbreviato, c‘è<br /> stato oggi al tribunale di Roma dove il giudice Angelo Giannetti<br /> ha mandato innocente lo stalker con formula piena ‘perché il<br /> fatto non sussiste’. Nella vicenda il 43enne era accusato di<br /> aver perseguitato la ex non solo con messaggi tali da indurla in<br /> stato di ansia e di timore per la sua incolumità, ma anche<br /> “mostrandosi geloso e possessivo, accusandola falsamente di<br /> averlo tradito”, usava social per minacciarla di andare sotto la<br /> sua casa per “vendicarsi” e per minacciare di morte pure il<br /> nuovo compagno di lei. Al processo gli avvocati del 43enne,<br /> Fabio Generini e Francesco Stefani, hanno portato indagini<br /> difensive tra cui risulta che da circa cinque anni il loro<br /> assistito è seguito dal centro di salute mentale della Asl di<br /> Firenze per ‘agorafobia’, una condizione per cui trascorre molto<br /> tempo in casa e ha ridotto al massimo i rapporti sociali. La<br /> patologia, riconosciuta pure in una reazione psichiatrica di un<br /> consulente della difesa, è tale da impedirgli – hanno sostenuto<br /> i difensori – di avere relazioni sociali e tanto meno di essere<br /> in grado di raggiungere Roma per fare stalking alla ex. Inoltre<br /> gli stessi legali hanno sostenuto che non c’era persecuzione<br /> verso la ragazza di Roma, sottolineando, rispetto agli argomenti<br /> dell’accusa, che lei non ha mai cambiato abitudini di vita. “Con<br /> ampia attività di indagine difensiva – affermano gli avvocati<br /> Fabio Generini e Francesco Stefani – abbiamo dimostrato<br /> l’insussistenza delle accuse che aveva mosso la procura al<br /> nostro assistito, basandosi su denunce della persona offesa che<br /> avevano inizialmente portato anche all’adozione da parte del gip<br /> di Roma di una misura cautelare nei confronti del nostro<br /> assistito”. Misura di divieto di avvicinamento che il “giudice,<br /> emettendo la sentenza di assoluzione, ha revocato”. (<span class="caps">ANSA</span>).</p>

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