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Blitz alla Saras:presunto inquinamento, indagati 6 dirigenti

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Di ANSA
Riparte da zero udienza preliminare per titolare Affari generali
Riparte da zero udienza preliminare per titolare Affari generali

<p>(<span class="caps">ANSA</span>) – <span class="caps">CAGLIARI</span>, 12 <span class="caps">GIU</span> – Per il momento sono sei le<br /> persone che hanno ricevuto il decreto di perquisizione e<br /> sequestro dagli investigatori del Nucleo della Forestale che<br /> venerdì hanno eseguito il blitz ordinato dalla Procura di<br /> Cagliari nella raffineria Saras di Sarroch. I pubblici ministeri<br /> Enrico Lussu e Nicola Giua Marassi – scrive il quotidiano<br /> L’Unione Sarda – hanno iscritto nel registro degli indagati il<br /> presidente e amministratore delegato della raffineria, Settimio<br /> Guarrata, il responsabile del servizio Salute, ambiente e<br /> sicurezza, Walter Cocco, il responsabile d’area Antonello<br /> Atzori, l’addetto alla sicurezza Giuseppe Valentino, l’esperto<br /> di settore Antonello Cogoni e il tecnico Dario Sanna. Iscrizioni non legate ad un’ipotesi indiziaria strutturata,<br /> ma come atto di garanzia per consentire la nomina di eventuali<br /> consulenti di parte. Al termine del blitz, infatti, i ranger<br /> guidati dal commissario Fabrizio Madeddu hanno sequestrato vari<br /> documenti e posto sotto sequestro alcune aree interne allo<br /> stabilimento. Aperta nel 2017 dopo l’arrivo in Procura a<br /> Cagliari di alcuni video che mostravano presunti sversamenti in<br /> mare, l’indagine sulla Saras è rimasta a lungo contro ignoti,<br /> iscritta con l’ipotesi di reato di disastro ambientale. Ora per<br /> analizzare documenti e aree sequestrate dai forestali<br /> scenderanno in campo i consulenti, chimici ed esperti di<br /> medicina del lavoro, nominati dalla Procura. Tra loro c‘è anche<br /> il piemontese Ivo Pavan, già consulente in varie inchieste<br /> dell’ex procuratore di Torino, Raffaele Guariniello. La Saras aveva subito chiarito che un video in particolare<br /> mostrava “acqua di mare mista ad alghe (di qui, il colore scuro)<br /> che era stato necessario spostare da una parte all’altra dello<br /> specchio acqueo antistante il porticciolo delle imbarcazioni di<br /> servizio, per evitarne l’accumulo che avrebbe bloccato i mezzi<br /> anti-inquinamento”. Le alghe, si disse, sarebbero state spinte<br /> dal vento. (<span class="caps">ANSA</span>).</p>

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