Moby Prince:morto Angelo Chessa,una vita spesa per la verità

Access to the comments Commenti
Di ANSA
Lunga battaglia col fratello Luchino per fare luce sul disastro
Lunga battaglia col fratello Luchino per fare luce sul disastro

<p>(<span class="caps">ANSA</span>) – <span class="caps">CAGLIARI</span>, 11 <span class="caps">GIU</span> – È morto a Milano all’età di 56<br /> anni Angelo Chessa, primario di ortopedia, figlio di Ugo,<br /> comandante del traghetto Moby Prince al largo di Livorno nel<br /> 1991. Insieme al fratello Luchino ha combattuto per anni,<br /> attraverso un comitato, in Parlamento e nelle aule dei tribunali<br /> per fare luce sulla tragedia che costò la vita al padre e ad<br /> altre 140 persone con un solo superstite. “Una persona speciale, una vera forza. Porteremo avanti<br /> questa battaglia sino alla fine anche nel suo ricordo”, dice<br /> all’<span class="caps">ANSA</span> Luchino, dirigente medico dell’‘Aou di Cagliari. La<br /> tragedia nella notte del 10 aprile 1991: alle 22.25, il<br /> traghetto Moby Prince della Navarma entrò in collisione con<br /> l’Agip Abruzzo, petroliera della Snam, a 2,7 miglia dalla costa.<br /> Fu l’inferno: morirono in 140 – di cui 26 sardi – tra passeggeri<br /> e equipaggio del Moby. Si salvò solo Alessio Bertrand, mozzo del<br /> traghetto che partito alle 22 era diretto a Olbia. Tutti salvi<br /> sulla nave Agip. La battaglia di Luchino e Angelo Chessa partì qualche anno<br /> dopo. Una missione, con il coinvolgimento dei parenti delle<br /> vittime, per capire, al di là dei primi responsi sulle<br /> responsabilità, che cosa fosse accaduto davvero quella notte.<br /> Nella storia di questa ricerca della verità anche il lavoro di<br /> una commissione parlamentare, presieduta dal senatore sardo<br /> Silvio Lai. Gli esiti: lo scontro non era stato causato dalla<br /> nebbia o dall’imprudenza di un comandante. Ora c‘è un’altra<br /> commissione di inchiesta in corso. Nel disastro morì anche la<br /> madre di Luchino e Angelo Chessa, Maria Giulia Ghezzano. Un documentario del giornalista Rai Paolo Mastino, intitolato<br /> Buonasera Moby Prince, ha riassunto le fasi salienti della<br /> vicenda è delle inchieste. “Angelo e Luchino Chessa – spiega<br /> all’<span class="caps">ANSA</span> – hanno diviso la loro vita tra famiglia, professione e<br /> ricerca della verità. Proprio Angelo coinvolse a Milano i<br /> consulenti che ribaltarono le conclusioni dei processi facendo<br /> venire alla luce nuovi decisivi dettagli”. (<span class="caps">ANSA</span>).</p>

euronews pubblica le notizie d'ansa ma non interviene sui contenuti degli articoli messi in rete. Gli articoli sono disponibili su euronews.net per un periodo limitato.