Al Clos Lucé di Amboise il San Girolamo incompiuto di Leonardo

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Di Giulia Avataneo  Agenzie:  AFP
Il San Girolamo di Leonardo Da Vinci
Il San Girolamo di Leonardo Da Vinci   -   Diritti d'autore  GUILLAUME SOUVANT/AFP or licensors

Il dipinto incompiuto di Leonardo da Vinci, "San Girolamo nel deserto", è in mostra allo Chateau du Clos Luce di Amboise, nella Valle della Loira, dove l'artista trascorse gli ultimi tre anni della sua vita. La tela, in prestito dai Musei Vaticani, è una delle più misteriose del maestro rinascimentale.

"Sul quadro si vede chiaramente un'impronta digitale - spiega François Saint-Bris, direttore e presidente del Clos Lucé di Amboise - Si deve alla tecnica che usava per sfumare i contorni, strofinandoli delicatamente con le dita. È un dettaglio commovente perché qui è rimasta impressa l'impronta di Leonardo di 535 anni fa".

La storia francese di Leonardo

Con una mostra fino al 20 settembre, le Clos-Lucé celebra l'immortalità di Leonardo nel luogo in cui visse, oltre 500 anni fa. Qui, nel 1516, ebbe inizio la storia francese dei suoi dipinti, dal momento che Leonardo portò con sé i suoi tre capolavori: la Gioconda, la Sant'Anna e il San Giovanni Battista, ora sono esposti al Louvre.

Sul San Girolamo molti interrogativi rimangono aperti: non si sa se Leonardo abbia iniziato l'opera su commissione o per uno studio sul tema biblico. Incerta anche la datazione.

"Molte domande sono tutt'ora in cerca di risposta, ed è questo che rende l'opera così enigmatica - aggiunge Saint-Bris - È stata commissionata o è un'opera di devozione? È un lavoro che Leonardo fece per conto proprio, sul tema di San Girolamo? Oppure risale al periodo fiorentino, prima del 1480, a quello milanese successivo? Il mistero rimane".

Il traduttore della Bibbia

"San Girolamo è un soggetto molto popolare durante il Rinascimento e incarna l'unione tra religione e umanesimo intellettuale. In genere è raffigurato come un padre della Chiesa, barbuto e chino sulla Bibbia", spiega Barbara Jatta, direttrice dei Musei Vaticani e curatrice della mostra.

In quest'opera, San Girolamo appare come un penitente. Il maestro italiano lo raffigura in ginocchio, senza barba, vestito di stracci, senza il libro sacro. Sono stati abbozzati solo il cappello cardinalizio e il crocifisso, che si vedono in uno schizzo.

"In questo capolavoro incompiuto, Leonardo da Vinci rivela al pubblico le sue tecniche. Quest'opera vivente ci parla. In una parte del dipinto, in alto a sinistra, Leonardo ha usato la pittura a dita", aggiunge Saint-Bris.

La mostra, che è già stata esposta in Vaticano e a New York nel 2019, durerà fino al 20 settembre