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Parigi, la storia di Thomas Brail. L'uomo che salva gli alberi e la natura

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Di Debora Gandini
L'ecologista Thomas Brail
L'ecologista Thomas Brail   -   Diritti d'autore  أ ف ب   -  

Uno sciopero della fame e sit-in 24 ore su 24 appollaiato su un albero. Per una causa molto green. Protagonista Thomas Brail, 45enne di professione arboricoltore e scalatore, avvezzo a questo tipo di proteste ecologiste. Alla fine i 42 alberi attorno alla Torre Eiffel, che stavano per essere abbattuti, sono salvi.

E a Parigi gli ambientalisti festeggiano. Il progetto delle autorità locali prevedeva di sradicare gli alberi per creare uno spazio per un giardino in vista delle Olimpiadi del 2024. Un’idea molto costosa, 72 milioni di euro, e poco attenta all’ambiente, hanno sostenuto fin da subito le varie ONG.

I funzionari avevano inizialmente fatto sapere che avrebbero considerato il destino degli alberi "caso per caso", una mossa che non ha convinto il verde Thomas Brail. Per molti anni l’uomo è stato giardiniere comunale. Poi, a 40 anni, ha deciso di seguire le sue passioni diventando un arborista-scalatore. "Amo gli alberi, sono il nostro ossigeno, assorbono all'inquinamento e rimangono i nostri migliori alleati di fronte al riscaldamento globale".

Il piano di riqualificazione dell'area intorno alla Torre Eiffel, cavallo di battaglia nella campagna per la rielezione nel 2020 della sindaca, Anne Hidalgo, è stato messo a punto dall'architetto americano Kathryn Gustafson e dallo studio londinese Gustafson Porter and Bowman, che ha vinto la gara.

Il progetto prevede che i veicoli non possano transitare, tranne i trasporti pubblici, dal vicino Pont d'Iéna, oltre alla creazione di percorsi alternativi, piste ciclabili e una serie di parchi naturali. Per realizzare gran parte del progetto si dovevano abbattere 42 alberi, tra cui un magnifico platano vicino ai piedi della Torre.