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Ucraina: appello a Mattarella dopo multa a tir con aiuti

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Di ANSA
Aperta anche sottoscrizione, "a rischio le prossime missioni"
Aperta anche sottoscrizione, "a rischio le prossime missioni"

<p>(<span class="caps">ANSA</span>) – <span class="caps">SASSARI</span>, 25 <span class="caps">MAG</span> – Dopo la multa da parte delle<br /> autorità austriache ai volontari della Coop “Budoni soccorso”<br /> che portavano beni di prima necessità alle popolazioni<br /> dell’Ucraina, Anas Italia, cui la cooperativa è affiliata,<br /> lancia un appello al presidente della Repubblica, Sergio<br /> Mattarella, in visita oggi a Sassari per i 100 anni dalla<br /> nascita di Enrico Berlinguer. Giulia Dau, la responsabile della<br /> missione, appena tornata dall’Ucraina, tenterà di consegnare a<br /> Mattarella unA lettera-appello perché intervenga in questa<br /> vicenda.<br /> “Non possiamo restare inerte davanti alla vergognosa vicenda del<br /> tir della nostra affiliata, inseguito e multato in Austria dalla<br /> società di gestione dell’autostrada per ‘trasporti umanitari non<br /> autorizzati – spiega Antonio Lufrano, portavoce Anas Italia – Nelle strade d’Europa in questi novanta giorni, sulle stesse<br /> strade che noi abbiamo percorso con molta fatica in otto<br /> missioni per portare cibo e medicinali in Ucraina, per<br /> accogliere oltre seicento profughi ucraini, transitano<br /> impunemente, anzi legalmente, camion carichi di armi. E nessuno<br /> ha nulla da dire. A chi come noi ha scelto di occuparsi dei<br /> civili e persegue soltanto la pace questo osceno paradosso<br /> appare profondamente ingiusto. Non lo tollereremo – aggiunge – Mentre il nostro legale, l’avvocato Renato Chiesa, cercherà di<br /> presentare ricorsi in tutte le sedi competenti, chiediamo al<br /> ministero degli Esteri e all’ambasciata italiana a Vienna di<br /> attivarsi immediatamente e di darci notizia. Vogliamo che Budoni<br /> soccorso, alla quale va tutta la nostra stima e solidarietà,<br /> abbia indietro quanto le è stato estorto. E pretendiamo scuse<br /> formali dalla società autostradale austriaca e la certezza che<br /> episodi disumani come questo non capitino mai più. Senza questa<br /> garanzia le missioni umanitarie di Anas Italia verso l’Ucraina<br /> non potranno più riprendere. Chi volesse aiutarci può farlo con<br /> un contributo all’Iban IT68G0303204801010000742845 intestato ad<br /> Anas – causale ‘L’umanità non si multa’, conclude. (<span class="caps">ANSA</span>).</p>

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