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La corsa per il nuovo direttore esecutivo del Mes è cominciata

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Di Gianluca Martucci
Klaus Regling, direttore generale del Mes fino all'8 ottobre 2022
Klaus Regling, direttore generale del Mes fino all'8 ottobre 2022   -   Diritti d'autore  FRANCOIS WALSCHAERTS/AFP or licensors   -  

A Bruxelles si ritorna a parlare di Mes, il Fondo salva-stati creato nel 2012 sull’onda della crisi del debito sovrano per supportare gli Stati le cui condizioni finanziare rischiano di di minare la stabilità dell’intera eurozona (l’unione dei 19 Paesi che adottano l’euro).

Il Mes (Meccanismo europeo di stabilità) è stato al centro della discussione dei ministri dell’Eurogruppo di lunedì 23 maggio in virtù della procedura di nomina che porterà a stabilire chi sarà il nuovo direttore generale che sostituità il direttore uscente Klaus Regling).

Come viene scelto il direttore generale del Mes

Il trattato istitutivo del Fondo salva-stati prevede che i candidati debbano essere cittadini di uno dei Paesi membri del Mes e che siano dotati di “rilevante esperienza internazionale e di elevata competenza in campo economico e finanziario”. Una volta presentati i candidati, i ministri procedono inizialmente per esclusione, fino a individuare due sfidanti. La votazione avviene mediante voti ponderati, che sono calcolati in base alla porzione della dotazione finanziaria di ciascuno Stato membro al fondo (la Germania ha il 27,1% dei voti, la Francia il 20,3%, l'Italia il 17,9%). La prassi vuole che dopo aver eliminato uno dei pretendenti, il ministro di riferimento ritiri la candidatura. Nella votazione finale diventa nuovo direttore generale il candidato che raggiunge l’80% dei voti.

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Ripartizione della dotazione finanziaria del Mes tra i principali stati finanziatoriEuronews

Come procede la successione a Regling

Il mandato di Regling cesserà l’8 ottobre 2022. Il suo successore dovrà essere scelto nella riunione dell’Eurogruppo del 16 giugno, ma il quadro ha cominciato a dipanarsi nella riunione dei ministri dell’Economia dell’Eurozona di lunedì 23 maggio. In un primo round di votazioni a ricevere meno voti è stato l’olandese Menno Snel, la cui candidatura è stata ritirata dalla ministra delle Finanze Sigrid Kaag. Lo stesso copione tuttavia non si è ripetuto nel secondo round di votazione. in cui il ministro italiano Daniele Franco, pur essendo informato dell’esclusione del candidato Marco Buti (attuale capo di Gabinetto del commissario europeo all’Economia Paolo Gentiloni), non ha ritirato la candidatura italiana. Fonti diplomatiche italiane a Bruxelles hanno preferito non commentare sulla vicenda. Nella votazione finale del 16 giugno, quindi, Buti dovrà vedersela con portoghese João Leão e con il lussemburghese Pierre Gramegna. Il ministro delle Finanze irlandese Pascal Donohoe, dopo la riunione dell'Eurogruppo, ha detto che in vista del voto di giugno parlerà "in particolare con i Paesi candidati per vedere se non si possono fare ulteriori progressi in vista della riunione di giugno".

Qual è il ruolo del direttore generale

Il direttore generale del Mes resta in carica per cinque anni e il suo mandato è rinnovabile una volta. Regling è in carica da dieci anni, da quando il Fondo salva-stati esiste. Il direttore generale si occupa degli affari correnti ed è il rappresentante legale dell'organismo. Presiede le riunioni del Consiglio dei Direttori, l'organo che riunisce dei rappresentanti degli stati nominati dai 19 ministri dell'Economia. L'organo più importante del Mes tuttavia resta il Consiglio dei governatori, dove si riuniscono i 19 ministri dell'Economia, che prende le decisioni più importanti (all'unanimità), quella sulla concessione o meno del sostegno finanziario a uno Paese membro.

Gli strumenti e la dotazione finanziaria a disposizione del Mes

Il capitale finanziario potenziale del Mes è di 700 miliardi di euro. Il finanziamento diretto degli stati ammonta a 80 miliardi, ma in caso di necessità il Fondo potrà reperire altri 620 miliardi sui mercati finanziari tramite l'emissione di bond. Il sostegno finanziario concesso a un Paese è giustificato solo qualora la stabilità finanziaria dell'intera area euro sia a rischio. L'assistenza finanziaria del Fondo salva-stati, che può essere concessa per sostenere gli Stati in caso di consolidamenti fiscali, riforme strutturali o riforme del sistema finanziario, può essere erogata con diversi strumenti: la concessione di prestiti (di cui finora hanno beneficiato Irlanda, Portogallo, Grecia e Cipro), la ricapitalizzazione indiretta delle banche (ne ha fatto uso la Spagna), gli acquisti di titoli sul mercato, le linee di credito precauzionali e la ricapitalizzazione diretta. Nessuno di questi tre ultimi tre strumenti è stato utilizzato.