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Ragazzo aggredito da zio perché gay, 'adesso muori a casa'

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Di ANSA
La denuncia su Facebook del presidente di Arci Cosenza
La denuncia su Facebook del presidente di Arci Cosenza

<p>(<span class="caps">ANSA</span>) – <span class="caps">COSENZA</span>, 19 <span class="caps">MAG</span> – Prima la frase “Non vogliamo….<br /> nella nostra famiglia” e poi le botte. Ad aggredire un 16enne<br /> perché gay è stato lo zio che avrebbe chiamato altri tre uomini<br /> per farsi aiutare. A raccontare l’episodio, avvenuto nel<br /> cosentino il 17 maggio, giornata internazionale contro<br /> l’omofobia, è Silvio Cilento, presidente di Arci Cosenza, con un<br /> post su Facebook. Dopo l’aggressione, riferisce Cilento, lo zio<br /> ha accompagnato a casa il nipote e gli avrebbe detto “ora muori<br /> a casa”. Il ragazzo ha avuto 4 costole rotte, il setto nasale<br /> deviato e varie lesioni. L’episodio è stato denunciato alle<br /> forze dell’ordine. “Non voglio andare via da casa perché con mamma sto bene, è<br /> solo papà il violento. Mamma mi dice sempre: fatti forza e sii<br /> coraggioso” è la frase, riferita<br /> da Cilento, del ragazzo che, secondo quanto si è appreso,<br /> sarebbe stato tutelato. Il 16enne, “il 17 maggio – racconta il<br /> presidente dell’Arci di Cosenza nel suo post – ha deciso di<br /> legare una bandana rainbow sul suo zaino e uscire con le sue<br /> amiche. Durante il tragitto viene fermato dallo zio paterno<br /> (avvisato dal papà). Lo zio parcheggia, si avvicina e gli sferra<br /> un primo schiaffo, che diventa poi un pugno e subito dopo un<br /> calcio, una serie di calci. Non contento lo zio chiama altri tre<br /> uomini (maschi) per aiutarlo. Siamo in provincia di Cosenza.<br /> Sono state fatte le giuste e necessarie denunce. Fisicamente il<br /> ragazzo sta meglio, si riprenderà. Moralmente e psicologicamente<br /> non oso immaginare come stia, forse non lo voglio immaginare. In<br /> ospedale sono stati super accoglienti e gentili (c‘è una parte<br /> di sanità in Calabria che manifesta inclusione). Le forze<br /> dell’ordine hanno svolto il loro lavoro. Gli assistenti sociali<br /> (stendiamo un velo pietoso)”. “Condivido con voi tutte e tutti<br /> questo episodio – scrive ancora Cilento – solo per ricordarvi<br /> quanto è necessario e importante parlare di violenza di genere,<br /> di questioni Lgbti, di identità di genere e di orientamenti<br /> sessuali. Per farvi capire quanto è necessario parlare del 17<br /> maggio, di omofobia, transfobia e lesbofobia. Per darvi un buon<br /> motivo per scendere in piazza e partecipare, partecipare e<br /> partecipare alle iniziative di contrasto all’odio e alla<br /> violenza. Per darvi un motivo in più”. (<span class="caps">ANSA</span>).</p>

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