La richiesta di adesione di Svezia e Finlandia e i nuovi equilibri nella Nato

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Di Giulia Avataneo
Magdalena Andersson, Primo ministro svedese
Magdalena Andersson, Primo ministro svedese   -   Diritti d'autore  Henrik Montgomery/TT/TT NEWS AGENCY   -  

La decisione di Svezia e Finlandia di chiedere l'adesione alla Nato è un cambiamento epocale per gli equilibri geopolitici del continente europeo e una conseguenza dell'invasione russa in Ucraina sgradita a Mosca. Per i Paesi nordici una risposta a un'importante priorità.

"La cosa migliore per la sicurezza della Svezia e del popolo svedese è entrare nella Nato e farlo insieme alla Finlandia", ha annunciato Magdalena Andersson , Primo ministro svedese. 

Secondo l'analista Malena Britz, ricercatrice dell'Università della Difesa svedese, nel Paese scandinavo la percezione della minaccia rappresentata dalla Russia è cambiata con l'aggressione all'Ucraina.

"La guerra ha mostrato la brutalità delle forze russe e questo ha aumentato la paura e la percezione della minaccia in Svezia. E anche la paura di ciò che accadrà quando la guerra in Ucraina sarà finita".

L'opposizione di Istanbul

Tutti i 30 membri della Nato devono ratificare la richiesta di adesione perché venga accolta, ma il presidente turco Recep Tayyp Erdoğan si oppone perché i Paesi non hanno preso una posizione "chiara" contro i militanti curdi e altri gruppi che Istanbul considera terroristi.

Nel periodo di adesione alla Nato la clausola di mutua protezione dell'articolo 5 dell'Alleanza non sarà pienamente operativo. Per questo, dopo il Regno Unito anche la Danimarca ha promesso assistenza bilaterale ai due Paesi.

Mette Frederiksen, primo ministro danese, ha annunciato:

"Siamo pronti a fare tutto ciò che è in nostro potere per aiutare se i due Paesi dovessero subire, ad esempio, un attacco nel periodo di ammissione".

"Non siamo più al sicuro"

Il sostegno dell'opinione pubblica svedese all'adesione alla Nato è salito recentemente a circa il 50%. In Finlandia è del 75%.

"Prima ero assolutamente contraria perché pensavo che dovessimo essere neutrali come lo siamo sempre stati. Ma poi, quando è avvenuta l'invasione della Russia, ho cambiato un po' idea, perché il mondo e i Paesi nordici o scandinavi non si sentivano più così sicuri".