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Francia, Élisabeth Borne è il nuovo Primo ministro. La scommessa di Macron

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Di Debora Gandini  Agenzie:  ANSA
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Élisabeth Borne, la neo premier francese
Élisabeth Borne, la neo premier francese   -   Diritti d'autore  LUDOVIC MARIN/AFP or licensors

Le voci circolavano da qualche settimana. Ora è ufficiale. Il nuovo primo ministro france-se è una donna. L’attuale ministra del Lavoro Élisabeth Borne è stata nominata premier da Emmanuel Macron. Il premier uscente Jean Castex all’Eliseo ha consegnato la lettera di dimissioni nelle mani del presidente riconfermato al ballottaggio del 24 aprile.

61 anni, ingegnere ex socialista, ora nel partito di Macron, “En Marche”, ha lavorato al fianco di Ségolène Royal, e fino a poco tempo fa era uscita dalla rosa dei papabili premier perché considerata "troppo tecnica". La Borne ha lavorato in passato anche per il Ministero dei Trasporti e il Ministero della Transizione Ecologica e Solidale. Si tratta della seconda donna a ricoprire questo ruolo nella Quinta Repubblica: la prima fu Édith Cresson, nominata nel 1991 dall’allora presidente della Repubblica François Mitterrand.

Chi è la neo premier

Élisabeth Borne vanta una lunga carriera tecnica e politica. Nata a Parigi il 18 aprile 1961, è figlia di un ebreo russo, con un passato nella Resistenza francese, e di una farmacista della regione del Calva-dos. Ingegnere civile, si è avvicinata alla politica fin dai primi anni novanta, come consigliere dei ministri socialisti Lionel Jospin e Jack Lang. Nel 2002 è diventata direttrice della strategia delle Ferrovie nazio-nali francesi (Sncf).

È stata anche prefetto della regione Poitou Charente, capo gabinetto del ministro dell'Ecologia Segolene Royale e presidente dei trasporti urbani di Parigi (Ratp), dal 2015 al 2017. Tra le sfide che il nuovo primo ministro francese dovrà affrontare c’è la riforma delle pensioni, “la grande battaglia francese”.

La scommessa di Emmanuel Macron

Con la Borne, alla quale gli oppositori rimproverano una certa freddezza e mancanza di flessibilità, in particolare nelle trattative con i partner sociali, si apre il secondo mandato di Macron. La neo premier sarà sottoposta alla verifica delle elezioni legislative di metà giugno. Nel caso di una clamorosa sconfitta- di fatto una sconfessione da parte dell'elettorato - il governo cadrà e dovrà essere nominato un nuovo premier.

Sul suo tavolo - nel dopo Castex e all'inizio del secondo mandato di Macron - finiranno subito temi scottanti come la rivalutazione del potere d'acquisto promessa da Macron e cavallo di battaglia dei suoi avversari alle presidenziali. Ma anche le conseguenze della guerra e la pianificazione ecologica sulla quale il presidente ha annunciato fin dalla sera della sua rielezione di voler puntare molto.