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SI avvicina l'epilogo di Azovstal, evacuati gli ultimi civili

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Di euronews e ansa
Acciaieria Azovstal
Acciaieria Azovstal   -   Diritti d'autore  Planet Labs PBC/Planet Labs PBC   -  

Il bilancio resta ancora incerto ma si calcolano in una sessantina i dispersi che potrebbero essere morti nel bombardamento russo di sabato sulla zona di un edificio scolastico a Bilohorivka nell'Ucraina orientale, da cui per ora arrivano immagini e informazioni frammentarie. Lo rende noto il capo dell'amministrazione militare regionale, Sergii Gaidai, su Telegram ripreso da Ukrinform. "Tutte le 60 persone rimaste sotto le macerie degli edifici sono molto probabilmente morte", scrive Gaidai. 

La dimensione del disastro

L'aviazione russa ha distrutto la notte scorsa una corvetta ucraina classe Project 1241 vicino a Odessa e ha "eliminato" 420 combattenti nazionalisti ucraini: lo ha annunciato oggi il ministero della Difesa, secondo quando riporta la Tass. Inoltre, la difesa aerea russa ha abbattuto due caccia Su-24 e un elicottero Mi-24 ucraini vicino all'Isola dei Serpenti e ha distrutto il posto di comando della brigata meccanizzata vicino a Pyatikhatka e il posto di comunicazione sulla pista di atterraggio di Chervonoglinskoye. Nel complesso sono stati colpiti 130 obiettivi militari ucraini, tra cui due batterie di artiglieria, due depositi di munizioni, 55 veicoli militari e due sistemi di difesa aerea S-300. Dall'inizio dell'invasione le forze russe avrebbero  distrutto 156 aerei ucraini, 116 elicotteri, 765 droni, 2.927 carri armati e altri veicoli corazzati, 297 sistemi di difesa aerea missilistica, 335 sistemi di lanciamissili multipli, 1.393 cannoni di artiglieria da campo e mortai e 2.746 veicoli speciali, ha detto il portavoce del ministero Igor Konashenkov.

La fuga da Azovstal

Secondo fonti ucraine gli ultimi civili, donne, bambini e anziani sono stati evacuati dall'acciaieria Azovstal di Mariupol. Sabato sono saliti sugli autobus e sono stati portati in un campo di transito a Bezimenne con destinazione finale Zaporozhnia dove si concentrano ambulanze provenienti da tutta l'Ucraina con medici e infermieri pronti a intervenire.

Per i combattenti di Azov la resa è inaccettabile

"La resa per noi è inaccettabile", anche perché "non avremmo grandi possibilità di sopravvivere se venissimo catturati". Lo afferma il capitano Svyatoslav Kalina Palamar, vice comandante del battaglione Azov, parlando in una conferenza stampa online nell'acciaieria assediata di Mariupol. "I nemici vogliono distruggere gli ucraini, per noi è chiarissimo", aggiunge e spiega che le forze russe stanno continuando a bombardare l'area e stanno cercando di assaltare l'impianto.