Allarme dei Servizi: "La 'ndrangheta vuol far saltare in aria Gratteri"

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Di Redazione Italiana di Euronews - Ansa
Il magistrato antimafia Nicola Gratteri durante un'intervista televisiva..
Il magistrato antimafia Nicola Gratteri durante un'intervista televisiva..   -   Diritti d'autore  Riccardo De Luca/AP

I clan della 'ndrangheta calabrese avrebbero progettato un attentato per "fare saltare in aria" - come si sente in un'intercettazione - il Procuratore della Direzione Distrettuale Antimafia (DDA) di Catanzaro Nicola Gratteri (63 anni), sempre in prima linea contro la criminalità organizzata, già in passato oggetto di minacce, soprattutto dopo l'operazione "Rinascita-Scott", del dicembre 2019. 

Attentato sventato o ancora possibile?

Lo scrive "Il Fatto Quotidiano" di venerdi, definendo "sventato" il possibile attentato, riferendo di una segnalazione - di alcune settimane fa, finora rimasta riservata solo agli ambienti investigativi - proveniente dai servizi segreti di un Paese straniero che avrebbero intercettato una comunicazione in tal senso.

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La notizia de "Il Fatto Quotidiano".Grafica Euronews

Indagini in Calabria, Sudamerica e Usa

I soggetti intercettati - e che farebbero parte del progetto criminale  - apparterrebbero alle famiglia di 'ndrangheta più direttamente danneggiate negli ultimi anni dalle indagini di Gratteri, non solo in Calabria, ma anche in Sudamerica e negli Stati Uniti.

Secondo quanto riporta "Il Fatto Quotidiano", "l'attentato si sarebbe dovuto consumare lungo il tragitto che collega l'abitazione del magistrato e il suo ufficio".

Gli apparati di sicurezza hanno immediatamente informato il Ministero dell'Interno: sicurezza rinforzata, con l'aggiunta di altre tre autovetture blindate. una delle quali è fornita di "bomb jammer" per inibire, al passaggio di Gratteri e degli agenti di scorta, le frequenze gsm e tutte le altre utilizzate per le trasmissioni radio e cellulari.

Inoltre, sono stati messi sotto scorta anche la moglie del magistrato e i figli che studiano fuori dalla Calabria.

Sulla vicenda ha aperto un fascicolo la Procura di Salerno, competente nelle inchieste in cui sono parte offesa i magistrati del Distretto di Catanzaro. 

Mercoledi, al Consiglio Superiore della Magistratura, Gratteri non ce l'ha fatta ad essere eletto Procuratore Nazionale Antimafia, ruolo che occuperà Giovanni Melillo, attuale Procuratore capo di Napoli. 

"Respingendo la candidatura di Gratteri, il CSM ha dato un segnale alla mafia.
Un segnale di disimpegno dello Stato e un segnale di isolamento del Procuratore di Catanzaro, sovraesposto nella guerra alle cosche.
Proprio come Falcone, 30 anni fa".
Nino Di Matteo
Membro del Consiglio Superiore della Magistratura