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Mariupol, evacuazione di 100 civili ma circa 1000 sono ancora sotto l'Azovstal

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Di euronews e ansa
alla periferia di Mariupol
alla periferia di Mariupol   -   Diritti d'autore  Dmitry Lovetsky/Copyright 2022 The Associated Press. All rights reserved.   -  

È stata rinviata a lunedì, "per motivi di sicurezza", l'evacuazione dei civili che intendono lasciare Mariupol e che si trovano in parti della città al di fuori dell'acciaieria di Azovstal. Lo  ha annunciato il Consiglio comunale citato dall'agenzia ucraina Unian. L'evacuazione dovrebbe cominciare alle 8 del mattino da un'area vicina al centro commerciale Port City. 

Le parole di Zelensky

"È iniziata l'evacuazione dei civili dall'Azovstal. Il 1° gruppo di circa 100 persone si sta dirigendo verso l'area controllata. Domani li incontreremo a Zaporizhzhia. Grato alla nostra squadra! Ora, insieme all'#ONU, si lavora all'evacuazione di altri civili della centrale": ha twittato il presidente ucraino Zelensky.

Chi resta

Si ritiene che circa 100.000 persone siano ancora a Mariupol, inclusi altri 1.000 civili asserragliati con 2.000 combattenti ucraini nei fondaci dell'acciaieria di epoca sovietica, l'unica porzione di città non totalmente in mano ai russi.

La Pelosi a Kiev

Intanto Nancy Pelosi la speaker della Camera bassa statunitense è a Kiev, dove ha incontrato il presidente ucraino Volodymyr Zelensky per incoraggiarlo. "Bisogna ribellarsi al bullismo. Se ti minacciano, non puoi tirarti indietro. Questo è il mio punto di vista e per questo siamo venuti qui, per combattere, non si può cedere a un bullo. " Ha detto Pelosi in conferenza stampa.

Le parole del Papa

In occasione delle celebrazioni per la festa del Primo maggio, Papa Francesco ha rivolto il pensiero all'Ucraina, "in particolare ai più deboli, agli anziani, ai bambini. Giungono persino notizie terribili di bambini espulsi e deportati", ha detto al Regina Coeli. "Soffro e piango pensando alle sofferenze della popolazione ucraina", ha aggiunto.

In Russia

Sul fronte politico, particolarmente dura la posizione del presidente della Duma (Parlamento russo), Vyacheslav Volodin, secondo cui la Russia dovrebbe rispondere in maniera simmetrica al congelamento dei beni russi da parte di "nazioni non amiche", confiscando i loro beni che si trovano in Russia, ovvero le aziende. "E' giusto rispecchiare le misure verso quelle aziende in Russia i cui proprietari vengono da Paesi non amici dove misure simili sono state adottate: confiscando quelle proprietà", ha scritto su Twitter. In Russia il primo maggio ha rinnovato la tradizione della grande festa dei lavoratori, una colorata manifestazione ha visto in prima fila a Mosca il Partito Comunista. Il leader comunista Gennady Zyuganov ha esortato i lavoratori a sostenere gli sforzi dell'esercito russo per difendere i cittadini del Donbas.