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'Storia' consigliere Pd: mozione Consiglio "netta condanna"

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Di ANSA
Le Pen e Salvini 'ribaltati'. Mangialardi, 'scuse al 25 aprile'
Le Pen e Salvini 'ribaltati'. Mangialardi, 'scuse al 25 aprile'

<p>(<span class="caps">ANSA</span>) – <span class="caps">ANCONA</span>, 26 <span class="caps">APR</span> – “Netta condanna” per un<br /> messaggio nei contenuti di “comunicazione violenta,<br /> intollerante, di istigazione all’odio verso l’avversario<br /> politico”. Lo sottolinea una mozione proposta dai Gruppi di<br /> maggioranza (centrodestra) e approvata dal Consiglio regionale<br /> delle Marche con 16 voti favorevoli (7 contrari e 2 astenuti),<br /> di “condanna del consigliere regionale Maurizio Mangialardi”,<br /> capogruppo dem; l’atto stigmatizza la storia pubblicata su<br /> Instragram la sera del 24 aprile, con una foto rovesciata che<br /> ritrae Matteo Salvini e Marine Le Pen a testa in giù. La votazione dell’Assemblea è arrivata dopo un lungo<br /> dibattito in aula che ha dato via libera alla mozione a firma<br /> dei Capigruppo Renzo Marinelli (Lega), Carlo Ciccioli (FdI),<br /> Jessica Marcozzi (FI), Dino Latini (Udc), Giacomo Rossi (Civici<br /> Marche). E’ intervenuto, tra gli altri, lo stesso Mangialardi<br /> anche per scusarsi di aver “sporcato” la data del 25 aprile. Il<br /> capogruppo Pd, che in quei frangenti era di ritorno dalla Marcia<br /> per la Pace di Assisi, ha spiegato che non si trattava di un<br /> post ma una storia su Instagram, con durata temporale limitata,<br /> in cui ha pubblicato uno screenshot da una testata online, nel<br /> quale sono stati ‘ribaltati’ foto e testo. Una ‘storia’ che, ha<br /> ribadito, voleva far riferimento alla vittoria di Macron in<br /> Francia, al fatto che il programma di Marine Le Pen avrebbe<br /> potuto capovolgere l’Europa e che invece sono state “capovolte<br /> quelle tesi” e anche la “posizione di Salvini che aveva espresso<br /> in più occasioni il sostegno convinto alla tesi di Le Pen”.<br /> Mangialardi ha parlato di una “lettura non adeguata”, di<br /> “strumentalizzazioni”, rimarcando che quanto pubblicato “non<br /> aveva nessuna attinenza con fatti che non riesco neanche a<br /> citare, che non appartengono alla mia cultura, e ritengo<br /> imbarazzanti”. “Non c’era bisogno di questo clamore”, ha<br /> aggiunto ribadendo di “essere sempre stato per il dialogo e non<br /> per lo scontro”, e di non aver “mai istigato alla violenza<br /> neanche verbale”. “Io non avrei voluto ‘sporcare’ la data del 25<br /> aprile – ha ammesso – e su questo chiedo scusa”. (<span class="caps">ANSA</span>).</p>

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