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Slovenia al voto, Janez Jansa cerca la riconferma

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Di Euronews
A Lubiana, gli elettori si preparano al voto.
A Lubiana, gli elettori si preparano al voto.   -   Diritti d'autore  AP Photo/Darko Bandic   -  

È l'ennesima polemica pre-elettorale in Slovenia: giovedì sera, in pieno dibattito televisivo, sei candidati sui dodici presenti hanno lasciato lo studio per protesta durante l'ultimo confronto politico prima dell'elezione di domenica. I leader presenti, che accusavano il presentatore di favorire i candidati appartenenti all'ala destra, hanno optato per un'uscita di scena teatrale. 

Questo episodio è solo la conclusione di una campagna tesa e ricca di polemiche e sintetizza alla perfezione il quadro politico sloveno, estremamente polarizzato. Mentre tutti i riflettori sono puntati sulla Francia, che domenica sceglierà il suo prossimo capo dello Stato, in Slovenia si gioca un'altra partita fondamentale per l'Europa.

Un referendum pro o contro Jansa

Il voto di domenica assomiglia infatti sempre più a un referendum sul controverso premier conservatore Janez Jansa, in corsa per un quarto mandato. Alleato dell'ungherese Orban e del Serbo Vucic, Jansa ha portato la Slovenia sempre più vicino al fronte sovranista europeo, esprimendo posizioni euroscettiche. Al contrario dei suoi due alleati, però, sin dall'inizio del conflitto tra Russia e Ucraina Janez Jansa ha fermamente sostenuto Kiev. Jansa è stato uno dei primi funzionari europei a visitare Kiev, nel mese di marzo, quando intorno alla capitale ucraina ancora infuriavano i combattimenti.

Secondo i sondaggi sarà dunque un testa a testa tra Il Partito democratico di Jansa (conservatore) e la neonata formazione liberale di Robert Golob, un ex top manager di aziende pubbliche, che tenta di proporre un'alternativa di sinistra alla candidatura del premier in carica.

Uno scenario incerto

Sembra però che in nessuno dei due casi il numero di deputati ottenuto dal candidato vincitore sarà sufficiente per formare un esecutivo stabile. La Slovenia dovrebbe dunque prepararsi a un governo di coalizione, in cui sarebbe fondamentale il contributo dei partiti minori, o a tornare alle urne.

Le urne saranno aperte domenica fra le 7 e le 19, con gli elettori che potranno scegliere i 90 deputati dell'Assemblea nazionale tra più di 1.400 candidati raccolti in 20 liste. Nei seggi specifici dei distretti elettorali delle aree di confine saranno scelti anche i due rappresentanti delle comunità nazionali autoctone italiana e ungherese.