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Sequestro Morandi Catanzaro: in sette rinviati a giudizio

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Di ANSA
Decisione del Gup, ci sono funzionari Anas e due imprenditori
Decisione del Gup, ci sono funzionari Anas e due imprenditori

<p>(<span class="caps">ANSA</span>) – <span class="caps">CATANZARO</span>, 21 <span class="caps">APR</span> – Sette tra funzionari Anas,<br /> imprenditori e dipendenti di società sono stati rinviati a<br /> giudizio nel procedimento scaturito dall’operazione “Brooklyn”<br /> sui presunti illeciti nei lavori di manutenzione straordinaria<br /> del ponte “Morandi”, principale strada di accesso al centro di<br /> Catanzaro, e di un tratto della strada statale 280 “dei Due<br /> Mari”, arteria che collega il capoluogo allo snodo autostradale<br /> di Lamezia Terme. Lo deciso – scrive la stampa locale – il gup<br /> di Catanzaro Chiara Esposito.<br /> A processo, che inizierà il primo di giugno, andranno gli<br /> imprenditori Eugenio e Sebastiano Sgromo, di 52 e 55 anni; gli<br /> ingegneri Anas Franco Pantusa, di 39 anni, e Silvio Baudi, di<br /> 43; il geometra Gaetano Curcio (42); l’ispettore della guardia<br /> di finanza Michele Marinaro (52) e Rosa Cavaliere (54). Le<br /> accuse, a vario titolo, sono trasferimento fraudolento di<br /> valori, auto-riciclaggio, corruzione in atti giudiziari,<br /> associazione per delinquere, frode nelle pubbliche forniture,<br /> con l’aggravante di aver agevolato associazioni di tipo mafioso.<br /> Secondo quanto ricostruito dalla Guardia di finanza<br /> nell’inchiesta coordinata dalla Dda di Catanzaro, gli<br /> imprenditori avrebbero costituito delle società intestandole<br /> fittiziamente a una loro collaboratrice, la Cavaliere, pur<br /> mantenendone il controllo di fatto e attraverso una di queste<br /> gli Sgromo sarebbero riusciti a infiltrarsi nei lavori di<br /> manutenzione straordinaria per il ripristino del calcestruzzo<br /> del ponte Morandi e di rifacimento dei muri di contenimento di<br /> un tratto della strada statale “dei Due Mari”. Inoltre, con la<br /> presunta complicità del direttore dei lavori dei tecnici Anas<br /> avrebbero iniziato a utilizzare nelle lavorazioni un tipo di<br /> malta di qualità scadente, ma più economico di quello<br /> inizialmente utilizzato. Il tutto potendo contare su una talpa<br /> all’interno della Procura di Catanzaro, l’ispettore della<br /> Guardia di finanza, che avrebbe orientato le indagini facendo<br /> passare i due imprenditori come vittime dei clan lametini. In<br /> cambio, secondo l’accusa, avrebbe ottenuto varie utilità tra cui<br /> il trasferimento dalla Dia di Catanzaro alla Presidenza del<br /> Consiglio dei ministri. (<span class="caps">ANSA</span>).</p>

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