Mariupol e il Donbass dove la guerra non si ferma davanti ai civili

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Di Euronews
Il dramma dei civili in guerra
Il dramma dei civili in guerra   -   Diritti d'autore  Petros Giannakouris/Copyright 2022 The Associated Press. All rights reserved.   -  

La Russia e l'Ucraina devono negoziare un cessate il fuoco significativo in modo che i convogli di aiuti umanitari possano raggiungere i civili, bloccati in particolare a Mariupol

Il Sottosegretario generale per gli Affari umanitari delle Nazioni Unite, Martin Griffiths, rilancia l'appello per una tregua, che sa improbabile nell'immediato anche perché Mariupol è strategicamente importante per consentire ai russi di consolidare la loro avanzata sulla fascia costiera del Mar d'Azov, collegando le regioni del Donbass alla penisola di Crimea.

Secondo il consiglio comunale di Mariupol, non meno di 1.000 civili sono nascosti in locali sotto l'acciaieria Azovstal. I funzionari  hanno aggiunto che le forze russe continuano a bombardare lo stabilimento, nonostante i civili si siano rifugiati nella struttura.

"La nostra priorità in questo momento è di far passare un convoglio a Donetsk, arrivare da lì a Luhansk e rimanere con i nostri colleghi sul posto. E non è solo l'Onu ad avere personale lì: ci sono le Ong, la Croce Rossa internazionale, altre organizzazioni sono presenti, per fare il lavoro che coraggiosamente non hanno mai smesso di fare. Il Donbass è una preoccupazione umanitaria enorme" sottolinea Griffiths.

Sono stati registrati 136 attacchi alle strutture sanitarie in Ucraina dall'inizio dell'invasione, secondo il Segretario generale delle Nazioni Unite Antonio Guterres che ha citato i numeri dell'Oms. Almeno 73 persone hanno perso la vita, 52 sono rimaste ferite.

Le organizzazioni internazionali hanno fatto pressione sulla Russia perché ponesse fine ai suoi attacchi agli ospedali e hanno lanciato l'allarme sulla distruzione delle infrastrutture sanitarie essenziali.