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A Pasqua prove d'estate in spiaggia, 50% stabilimenti aperti

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Di ANSA
In molte località pesa assenza russi e ucraini
In molte località pesa assenza russi e ucraini

<p>(<span class="caps">ANSA</span>) – <span class="caps">ROMA</span>, 16 <span class="caps">APR</span> – Le festività di Pasqua sono<br /> l’occasione per una prova d’estate con oltre il 50% degli<br /> stabilimenti balneari aperti. “L’attenuazione delle norme<br /> anti-Covid e le minori precauzioni per i viaggi dall’estero,<br /> unita alla voglia di uscire all’aria aperta e tornare alla<br /> normalità, fa sì che ci aspettiamo tanti italiani e stranieri in<br /> spiaggia per la Pasqua 2022”, spiega Antonio Capacchione,<br /> presidente del Sindacato Italiano Balneari aderente a Fipe<br /> Confcommercio. “Come è facile prevedere in alcune località mancheranno i<br /> turisti russi e quelli ucraini, un danno non solo dal punto di<br /> vista dei numeri, ma, soprattutto, per la propensione alla<br /> spesa, sempre superiore alla media”, aggiunge. “Ovunque le<br /> prospettive sono positive – dice ancora Capacchione – siamo<br /> pronti a ripartire e ad offrire quei servizi che, da sempre,<br /> rappresentano il fiore all’occhiello del nostro turismo, unici<br /> al mondo e caratteristica del made in Italy. Anche se oggi il<br /> Covid fa meno paura, in spiaggia molti stabilimenti manterranno<br /> le distanze già adottate tra gli ombrelloni, (questo per<br /> garantire qualità e comfort) e con offerte aggiuntive come la<br /> possibilità di ordinare e consumare il pasto dal lettino.<br /> Nonostante i gravi e colpevoli ritardi del governo nel mettere<br /> in sicurezza amministrativa questo settore, ci siamo impegnati,<br /> come sempre, a fornire quei servizi che il mondo ci invidia”. “In tutta Italia abbiamo aperto le porte degli stabilimenti<br /> a chi fugge dalla guerra – continua il presidente del Sib -: non<br /> solo ospitalità, ma anche occupazione per le varie figure di<br /> lavoratori stagionali che, negli ultimi tempi, fatichiamo a<br /> trovare”. “Sulle problematiche inerenti 30.000 imprese balneari<br /> italiane, però – conclude – è urgente un intervento legislativo<br /> nazionale che, da una parte elimini gli effetti devastanti della<br /> sentenza dell’adunanza plenaria del Consiglio di Stato,<br /> dall’altra dia certezza agli operatori e, soprattutto, incentivi<br /> gli investimenti nel settore”. (<span class="caps">ANSA</span>).</p>

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