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Ucraina: Oxana con la figlia disabile scampate alle bombe

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Di ANSA
Missione italo-ucraina a Cherson in territorio occupato da russi
Missione italo-ucraina a Cherson in territorio occupato da russi

<p>(<span class="caps">ANSA</span>) – <span class="caps">CAGLIARI</span>, 14 <span class="caps">APR</span> – Dal 25 febbraio erano bloccati al<br /> nono piano di un palazzo senza ascensore perché manca<br /> l’elettricità a Nova Kakhovka, 50 chilometri a sud di Cherson,<br /> nel territorio occupato dai militari russi. Prima sotto i<br /> bombardamenti poi assediati dai russi che più volte sono<br /> arrivati in casa alla ricerca di telefoni cellulari, tablet,<br /> soldi e altri beni. Oxana, una mamma di circa 40 anni, con la<br /> sua bambina disabile – affetta da una sindrome molto rara,<br /> quella di Pallister-Killian (Pks) – è riuscita però a conservare<br /> un telefono portatile e a chiamare i soccorsi. Il loro appello è<br /> stato raccolto dall’associazione Pks Italia di Bologna e dalla<br /> Rete Anas Soccorso Sardegna che ha organizzato una missione per<br /> portare in salvo mamma e figlia e il suo fratello di 17 anni,<br /> che era ospitato dalla nonna. Ora tutti e tre sono arrivati in<br /> salvo in Romania, ma nel loro viaggio hanno dovuto affrontare<br /> diverse situazioni di pericolo.<br /> Martedì 12, alle sei del mattino, sono stati raggiunti dai<br /> volontari ucraini che li hanno prelevati dal loro appartamento e<br /> trasferiti con un minivan a Nova Kakovka, circa 70 chilometri a<br /> sud est di Cherson, in un territorio occupato dai militari<br /> russi. Dopo aver dormito in un giardino sono partiti alla volta<br /> di Chmel’nyc’kyj ma il loro percorso, attraverso le montagne<br /> verso nord sulla strada per Leopoli, è stato quasi subito<br /> interrotto per alcuni bombardamenti a 2-3 chilometri dal luogo<br /> in cui si trovavano. In una circostanza il van è rimasto fermo<br /> tre ore e mezza prima di poter riprendere il lungo viaggio nelle<br /> strade disastrate a meno di 40 chilometri all’ora. Per non<br /> parlare dei due posti di blocco russi, attraversati lasciando in<br /> pegno i cellulari “puliti” da chat, contatti e foto per non<br /> lasciare tracce. Unico contatto col mondo esterno un foglio nel<br /> quale erano stati annotati i numeri di telefono dei volontari<br /> ucraini e italiani di Rete Anas Soccorso. Una volta recuperato<br /> anche l’altro figlio 17enne della donna e rifocillati i tre<br /> profughi in un centro di accoglienza ucraino, il furgoncino ha<br /> proseguito verso il confine romeno dove è arrivato oggi. (<span class="caps">ANSA</span>).</p>

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