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Borodyanka, si indaga sui crimini di guerra: unità speciali e ong al lavoro

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Di Sérgio Ferreira de Almeida
Borodyanka, città in macerie
Borodyanka, città in macerie   -   Diritti d'autore  Petros Giannakouris/Copyright 2022 The Associated Press. All rights reserved.   -  

A Borodyanka, città a nord di Kiev, teatro della cruenta avanzata russa, decine di soccorritori lavorano 24 ore al giorno per ripulire ciò che resta in piedi, sullo sfondo di edifici e quartieri residenziali in macerie. 

Ma, oltre alla bonifica, le squadre stanno raccogliendo prove per le indagini che dovranno accertare eventuali crimini di guerra.

Solo a Borodyanka sono stati trovati più di 1300 esplosivi.

Gli esplosivi utilizzati a Borodyanka

Yurii Cehniuk, capo dell'unità di operazioni speciali del Servizio statale di emergenza dell'Ucraina, parla di un arsenale pesantissimo: "Durante il bombardamento della città, l'aviazione russa ha usato ordigni da 250 a 500 chili, le bombe a grappolo che sono proibite e che hanno coperto l'area (oltre a quelle che abbiamo distrutto sul posto) e il sistema lanciarazzi Grad, che ha colpito gli insediamenti circostanti".

Nella raccolta delle prove, le autorità ucraine sono ora supportate da unità internazionali.

Per molti non ci sono dubbi su ciò che è successo a Borodyanka e che sta capitando in molte altre città del Paese: "Naturalmente si tratta di crimini di guerra - rimarca Cehniuk - Queste sono abitazioni dove vivevano i civili e, al momento del bombardamento, non c'erano unità delle forze armate. Nessuna forza armata era qui. Hanno bombardato una città pacifica, anche con le bombe a grappolo che sono proibite e, nonostante questo, sono state lanciate direttamente sulla piazza, in centro città".

Ong al lavoro per accertare le violazioni di diritti umani

Anche ong come Truth Hounds - team di professionisti che dal 2014 si occupa di documentare i crimini di guerra e contro l'umanità - stanno lavorando sul campo.

I volontari e gli attivisti non vogliono essere identificati per motivi di sicurezza. Ma spiegano come lavorano: "Abbiamo interrogato persone i cui conoscenti sono stati fatti prigionieri, hanno subito torture e abusi. Abbiamo anche testimonianze sulle esecuzioni dei civili".

Le prove raccolte, considerate riservate, vengono poi catalogate e inviate alle autorità nazionali e internazionali: "Le prove sotto forma di testimonianze vengono consegnate all'ufficio del procuratore generale dell'Ucraina. Noi collaboriamo con l'ufficio del procuratore. E sono state consegnate alle istituzioni investigative internazionali nei periodi precedenti. Dal 2014 e fino all'invasione abbiamo collaborato con la Corte penale internazionale".

Nei giorni successivi all'invasione russa la Corte penale internazionale ha avviato un'indagine, sollecitata dall'Ucraina e supportata da 39 altri Paesi.