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Stalking: revoca licenza fucile caccia se convivente litiga

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Di ANSA
Ok Consiglio Stato a Questura Savona su 'soggetto inaffidabile'
Ok Consiglio Stato a Questura Savona su 'soggetto inaffidabile'

<p>(<span class="caps">ANSA</span>) – <span class="caps">GENOVA</span>, 13 <span class="caps">APR</span> – La Questura può togliere la<br /> licenza di porto d’armi, compresa quella per il fucile da<br /> caccia, a un convivente che litiga con la compagna anche per<br /> motivi, vicende e situazioni personali che non riguardano il<br /> corretto uso delle armi e che non hanno rilevanza penale. Lo ha<br /> stabilito una sentenza del Consiglio di Stato che ha dato<br /> ragione a Questura di Savona e Viminale nel ricorso in appello<br /> contro la decisione del Tar della Liguria che in primo grado<br /> aveva invece annullato la revoca del porto d’armi. Il Questore di Savona aveva tolto la licenza di porto di<br /> fucile sulla base di due relazioni degli agenti dell’ufficio<br /> prevenzione e soccorso pubblico che erano intervenuti per sedare<br /> la situazione di un “particolare stato di tensione e litigi in<br /> ambito familiare”. Il Prefetto aveva poi valutato che l’uomo con<br /> porto regolare di fucile “aveva assunto comportamenti” che<br /> avevano determinato un giudizio di inaffidabilità nell’uso delle<br /> armi”, togliendogli la licenza. “L’autorizzazione alla detenzione e al porto d’armi postulano<br /> che il beneficiario osservi una condotta di vita improntata alla<br /> piena osservanza delle norme penali e di quelle poste a tutela<br /> dell’ordine pubblico, nonché delle regole di civile convivenza – spiega il Consiglio di Stato nella sentenza che accoglie la tesi<br /> di Questura e Viminale ribaltando la decisione del Tar della<br /> Liguria -. La valutazione che compie l’autorità di pubblica<br /> sicurezza è caratterizzata da ampia discrezionalità e persegue<br /> lo scopo di prevenire l’abuso di armi. Il giudizio di non<br /> affidabilità è giustificabile anche in situazioni, come quella<br /> oggetto del ricorso, che non hanno dato luogo a condanne penali<br /> o misure di pubblica sicurezza, ma a situazioni genericamente<br /> ascrivibili a “buona condotta”, nel caso anche a prescindere dai<br /> risvolti di eventuali querele riguardanti le vicende che hanno<br /> coinvolto l’appellato e la sua compagna. Gli episodi documentati<br /> dagli agenti sono elementi rilevanti e significativi che rendono<br /> non irragionevole la prognosi di inaffidabilità formulata da<br /> Questura e Prefetto”. (<span class="caps">ANSA</span>).</p>

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