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Atti giudiziari distrutti, non per soldi ma per scansare lavoro

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Di ANSA
GdF Napoli li "salva" nottetempo fotografandoli prima del macero
GdF Napoli li "salva" nottetempo fotografandoli prima del macero

<p>(<span class="caps">ANSA</span>) – <span class="caps">NAPOLI</span>, 13 <span class="caps">APR</span> – Mandava al macero ordinanze,<br /> decreti di intercettazione, sentenze, fatture, avvisi, richieste<br /> e impugnazioni di sentenze non per soldi (come riportato in<br /> precedenza) ma per sottrarsi al lavoro, Maria Rosaria Orefice,<br /> quasi 57 anni, funzionario giudiziario “pro tempore” della IV<br /> sezione Penale della Corte di Appello di Napoli per il quale il<br /> gip di Napoli Fabio Provvisier ha disposto oggi gli arresti<br /> domiciliari. Alla donna gli inquirenti contestano la<br /> soppressione e distruzione di atti, corruzione, peculato,<br /> accesso abusivo ad un sistema informatico e truffa in danno<br /> dell’Amministrazione.<br /> In più occasioni la funzionaria manifesta a terzi, scrive il<br /> gip, “preoccupazione sia per la mole di lavoro in capo al suo<br /> ufficio – a suo dire eccessivamente elevata – sia per la<br /> circostanza che alcuni fascicoli risulterebbero smarriti”,<br /> peraltro, “…con il silenzio di altri appartenenti<br /> all’amministrazione giudiziaria…”. Non solo.<br /> I finanzieri del Nucleo di Polizia Economico-Finanziaria di<br /> Napoli, coordinati dal generale Domenico Napolitano, per<br /> raccogliere prove e, contestualmente, evitare che questa<br /> imponente mole di fascicoli finisse al macero, nottetempo si<br /> recavano nel Palazzo di Giustizia per “salvare” gli atti<br /> fotografandoli. In un passaggio dell’ordinanza emerge<br /> addirittura il disappunto di un addetto alle pulizie che si<br /> lamenta, mentre svuota il contenitore della carta posto<br /> nell’ufficio della Orefice, della quantità di carta cestinata.<br /> Tra gli atti salvati dalla Guardia di Finanza, figurano anche<br /> delle integrazioni a un procedimento riguardante il<br /> narcotrafficante internazionale Raffaele Imperiale, arrestato la<br /> scorsa estate e recentemente trasferito a Napoli dalle autorità<br /> di Dubai, e documentazione su Pasquale Fucito, alias ‘o<br /> Marziano, narcotrafficante del Parco Verde di Caivano (Napoli).<br /> (<span class="caps">ANSA</span>).</p>

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