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Movida Genova,per Tar gestori non responsabili caos fuori local

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Di ANSA
Motivazione via libera a risarcimenti locali chiusi da Comune
Motivazione via libera a risarcimenti locali chiusi da Comune

<p>(<span class="caps">ANSA</span>) – <span class="caps">GENOVA</span>, 08 <span class="caps">APR</span> – In caso di rumori e disagi creati<br /> dalla movida notturna nel centro storico di Genova, il “gestore<br /> del locale non può vigilare e intervenire nei confronti delle<br /> persone che fanno schiamazzi o disturbano nella pubblica via<br /> fuori dal suo esercizio commerciale”. È uno dei motivi con cui<br /> il Tar della Liguria ha bocciato le ordinanze anti-movida<br /> disposte nei confronti di due cocktail bar nel centro storico. Il tribunale amministrativo regionale, oltre a ordinare al<br /> Comune il primo risarcimento di 7.500 euro nei confronti di un<br /> bar chiuso per un mese e poi riaperto con l’imposizione di<br /> orario serale ridotto, ha disposto un risarcimento per un altro<br /> locale, stimando una “perdita di ricavi conseguibili nel periodo<br /> di chiusura dell’esercizio e di riduzione dell’orario per un<br /> importo di 4.500 euro. “Il Comune si è limitato a descrivere gli inconvenienti<br /> cagionati dal fenomeno della movida notturna che la presenza del<br /> locale della ricorrente, insieme agli altri esercizi della zona,<br /> contribuirebbe a favorire, senza evidenziare responsabilità del<br /> gestore al riguardo, poiché non è stata indicata l’esistenza di<br /> fonti di disturbo all’interno del locale o negli spazi esterni<br /> di eventuale pertinenza dello stesso, ma esclusivamente nella<br /> pubblica via antistante tale esercizio, in un contesto spaziale<br /> estraneo al dovere di vigilanza del gestore – spiega il Tar<br /> nella sentenza che stabilisce il risarcimento danni di 4.500<br /> euro per un bar – A tale riguardo, la difesa comunale richiama<br /> il regolamento di polizia urbana, in forza del quale è fatto<br /> obbligo a titolari e gestori di esercizi pubblici di<br /> somministrazione “di vigilare affinché all’uscita dei locali i<br /> frequentatori evitino comportamenti dai quali possano derivare<br /> rumori e disturbi alle persone nelle fasce orarie” notturne, ma<br /> tale previsione non può comportare anche l’obbligo né la<br /> legittimazione del gestore ad intervenire nei confronti delle<br /> persone, provenienti o meno dal suo locale, che stazionino nella<br /> pubblica via”. (<span class="caps">ANSA</span>).</p>

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