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Sergente rimase ferito in addestramento, risarcito dopo 25 anni

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Di ANSA
Riconosciuto status di soggetto equiparato a vittima del dovere
Riconosciuto status di soggetto equiparato a vittima del dovere

<p>(<span class="caps">ANSA</span>) – <span class="caps">PALERMO</span>, 06 <span class="caps">APR</span> – Maxi risarcimento per un militare<br /> che, a gennaio 1997, partecipando a un’attività di<br /> addestramento, rimase ferito e con un handicap permanente. Dopo<br /> 25 anni, i giudici del tribunale del lavoro di Palermo, hanno<br /> riconosciuto al sergente lo status di soggetto equiparato a<br /> vittima del dovere, e un risarcimento di quasi 300 mila euro,<br /> oltre ai benefit previsti dalla legge (esenzione dalle spese<br /> sanitarie, collocamento obbligatorio, assistenza psicologica. Il<br /> 21 gennaio del 1997, il sergente dell’esercito partecipò a una<br /> attività notturna di addestramento, con irruzione e conseguente<br /> ripiegamento, in un casale abbandonato. L’addestramento avrebbe<br /> dovuto svolgersi – come risulta dall’ordine di esercitazione – senza l’utilizzo di munizioni e, dunque, senza supporto<br /> sanitario. Durante l’esercitazione il plotone da lui guidato si<br /> accorse della presenza di un ordigno, mentre usciva<br /> dall’edificio, uno dei militari urtò inavvertitamente l’ordigno<br /> e lo fece esplodere, causando al sergente un forte trauma<br /> acustico e visivo, nonché lesioni all’occhio sinistro dovute<br /> alle schegge. Nonostante questo, il militare portò a termine la<br /> missione, salvaguardando la salute dei suoi sottoposti. Per<br /> anni, il sergente ha tentato di ottenere un risarcimento, senza<br /> successo. Difeso dallo studio legale Leone-Fell, il giudice del<br /> lavoro ha confermato il diritto all’equiparazione dello status.<br /> “Lo status – scrivono nella sentenza – infatti non si estingue<br /> per prescrizione”. “Non possiamo che essere lieti per questo<br /> epilogo – dichiarano Francesco Leone, Simona Fell e Raimonda<br /> Riolo che hanno difeso i diritti del militare – e, al di là<br /> dell’evidente errore commesso nell’organizzare la missione e che<br /> ha portato al ferimento del capo squadra, ci spiace, ancora una<br /> volta, notare come le amministrazioni siano restie a riconoscere<br /> un diritto obbligando chi è parte lesa a richiedere l’intervento<br /> di un giudice per ristabilire un torto, anche dopo 25 anni”.<br /> (<span class="caps">ANSA</span>).</p>

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