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Sisma L'Aquila: atleti ucraini accendono braciere simbolo

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Di ANSA
Più di duemila persone alla fiaccolata in ricordo delle vittime
Più di duemila persone alla fiaccolata in ricordo delle vittime

<p>(<span class="caps">ANSA</span>) – L’<span class="caps">AQUILA</span>, 05 <span class="caps">APR</span> – Valeria Kononenko, atleta 31enne<br /> affiancata dal 20enne Denys Khotulov, scelti tra i ciclisti<br /> della nazionale ucraina ospiti del capoluogo abruzzese da quasi<br /> un mese, hanno acceso il braciere nel Parco della Memoria,<br /> allestito in piazzale Paoli alle porte del centro in ricordo<br /> delle 309 vittime del sisma del 6 aprile 2009. Un gesto di solidarietà in omaggio a una comunità colpita<br /> dalla guerra. La delegazione degli atleti ucraini, rimasta<br /> bloccata in Turchia dopo l’inizio del conflitto, è ospite del<br /> progetto Case di Roio, uno dei quartieri antisismici costruiti<br /> proprio per ospitare le famiglie sfollate del sisma. Accanto<br /> agli atleti, una bandiera ucraina La fiaccolata, a cui hanno partecipato 2-3mila persone, ha<br /> raggiunto piazzale Paoli per dare il via alla cerimonia in<br /> ricordo del sisma, partendo proprio dall’accensione del braciere<br /> e, a seguire, la lettura di tutti i nomi delle vittime. Alle 24, nella chiesa di Santa Maria del Suffragio, in Piazza<br /> Duomo – lì dove è stato acceso un alto fascio di luce, è<br /> prevista una Messa officiata dall’arcivescovo metropolita della<br /> città dell’Aquila, cardinale Giuseppe Petrocchi, cui seguirà una<br /> veglia di preghiera a cura dell’arcidiocesi. Alle 3:32 sono<br /> previsti i 309 rintocchi, uno per ognuna delle vittime.<br /> A partecipare al raccoglimento anche il commissario<br /> straordinario alla Ricostruzione, Giovanni Legnini e il<br /> presidente della Regione, Marco Marsilio, oltre al sindaco<br /> dell’Aquila, Pierluigi Biondi. Tutti insieme, aquilani, italiani, ucraini, con una fiaccola<br /> in mano e il fiore del ricordo al petto, nel segno<br /> dell’accoglienza, quella ricevuta e quella donata. Tra i tanti<br /> striscioni, spicca quello degli ultras della squadra di calcio<br /> del capoluogo: “6 aprile mai possiamo cambiare il corso della<br /> storia ma abbiamo il dovere di costruire la memoria”. (<span class="caps">ANSA</span>).</p>

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