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Yara: ipotesi manomissione Dna, due indagati

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Di ANSA
Indagine a Venezia dopo le denunce di Massimo Bossetti
Indagine a Venezia dopo le denunce di Massimo Bossetti

<p>(<span class="caps">ANSA</span>) – <span class="caps">VENEZIA</span>, 31 <span class="caps">MAR</span> – La Procura di Venezia prosegue nel<br /> più stretto riserbo l’indagine sull’ipotesi di alterazione dei<br /> reperti biologici sul caso di Yara Gambirasio, denunciata da<br /> Massimo Bossetti. I magistrati di Bergamo, in accordo con la Corte d’Assise<br /> orobica, avevano trasmesso per competenza, nel giugno 2021, ai<br /> colleghi dell’ufficio di Venezia gli atti “per le opportune<br /> valutazioni”, dopo la denuncia alla difesa del muratore di<br /> Mapello. Nel fascicolo – come scrive il Corriere del Veneto – risultano indagati dalla Procura lagunare il presidente della<br /> prima sezione penale del tribunale di Bergamo, Giovanni Petillo,<br /> e una funzionaria, Laura Epis, responsabile dell’Ufficio corpi<br /> di reato. Entrambi avevano ricevuto anche l’avviso di proroga<br /> dell’indagine, per le ipotesi di frode in processo e<br /> depistaggio. L’indagine, secondo quanto si apprende, sarebbe prossima alla<br /> chiusura. Nessun commento in proposito dal procuratore aggiunto<br /> Adelchi D’Ippolito, titolare del fascicolo, che nei mesi scorsi<br /> aveva ascoltato come testimoni i titolari dell’accusa al<br /> processo per l’omicidio della 13enne Yara e alcuni<br /> investigatori. La difesa di Bossetti si era già vista respingere<br /> nel 2021 la richiesta di riesaminare i reperti confiscati dopo<br /> la sentenza definitiva, in particolare le tracce di Dna. (<span class="caps">ANSA</span>).</p>

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