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Furti di farmaci salvavita in ospedale a Milano, tre arresti

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Di ANSA
In carcere dipendenti cooperativa. 'Business da 400mila euro'
In carcere dipendenti cooperativa. 'Business da 400mila euro'

<p>(<span class="caps">ANSA</span>) – <span class="caps">MILANO</span>, 31 <span class="caps">MAR</span> – Tre dipendenti di una cooperativa<br /> esterna “incaricata della gestione del magazzino farmaceutico<br /> dell’ospedale Policlinico Mangiagalli” di Milano sono finiti in<br /> carcere con le accuse di furto e ricettazione perché avrebbero<br /> fatto sparire farmaci ad alto costo, impiegati per cure<br /> salvavita e per trattamenti di gravi patologie, per rivenderli<br /> all’estero, in particolare in Egitto. Lo si legge nell’ordinanza<br /> firmata dal gip Alessandra Di Fazio nell’ambito dell’inchiesta,<br /> condotta dai carabinieri del Nas e coordinata dal pm Carlo<br /> Scalas, che vede anche altre 5 persone, tutte egiziane,<br /> indagate. Un’inchiesta che ipotizza, si legge ancora nel provvedimento,<br /> anche l’accusa di associazione per delinquere per quella “serie<br /> di furti in relazione ai quali risulta accertato un profitto<br /> pari a circa 400mila euro”. Tra le persone finite in carcere ci<br /> sono due italiani e un egiziano. “Le tre confezioni del cancro<br /> costano 1.050, perché l’una a 350”, si sente dire in una delle<br /> molte intercettazioni riportate nel provvedimento e che<br /> testimoniano i furti dei farmaci e le consegne per rivenderli.<br /> “Non serve rimarcare l’indubbia gravità dei fatti commessi – scrive il gip – avendo le condotte illecite causato ingenti<br /> danni al servizio sanitario nazionale, oltre che potenziali<br /> danni alla salute agli utilizzatori finali degli stessi farmaci.<br /> Ciò in quanto molti dei farmaci – si legge ancora – richiedono<br /> un mantenimento della catena del freddo, che viene disatteso ed<br /> interrotto dalle condotte delittuose”. “Nonostante i periodici ammanchi – spiega il Policlinico in<br /> una nota – la somministrazione delle terapie ai pazienti non ha<br /> mai subìto alcun ritardo o problema, e le cure sono sempre<br /> proseguite senza alcun intoppo”. (<span class="caps">ANSA</span>).</p>

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