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"Così ho aperto la mia casa, la solidarietà è contagiosa"

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Di ANSA
In famiglia 2 ragazzine e la mamma malata. "Si aiuti chi ospita"
In famiglia 2 ragazzine e la mamma malata. "Si aiuti chi ospita"

<p>di Laura Giannoni (<span class="caps">ANSA</span>) – <span class="caps">ROMA</span>, 26 <span class="caps">MAR</span> – Marena è appena rientrata dal primo<br /> giorno di scuola, sua sorella Ana suona il piano con<br /> l’insegnante che la segue in Dad. Una giornata come tante, se<br /> non fosse che ora sono a duemila chilometri da casa loro. Marena<br /> e Ana, con la mamma Iryna, sono una delle prime famiglie ucraine<br /> accolte a Latina. E il loro arrivo ha innescato un circolo<br /> virtuoso di solidarietà nella cittadina laziale, che adesso<br /> ospita 140 profughi sfuggiti alle bombe russe. Iryna, Marena e Ana vivono con Nicoletta Zuliani, insegnante<br /> di lingue al liceo Manzoni, suo marito e due dei suoi tre figli.<br /> “Nei primi giorni di guerra, vedendo donne e bambini in fuga da<br /> quell’inferno, nella mia famiglia ci siamo sentiti scomodi nella<br /> nostra comodità. Ci siamo chiesti cosa fare e abbiamo deciso:<br /> ospitiamo, ci stringiamo un po’”, racconta. Uno dei figli studia<br /> ad Amsterdam, la sua stanza al momento è vuota. Così Nicoletta<br /> ha scritto al Comune e l’ha messa a disposizione. “Dopo qualche giorno è arrivata una telefonata: ‘c‘è bisogno<br /> di ospitalità per due ragazzine e la loro madre, malata<br /> oncologica’. Non ci siamo tirati indietro”. Iryna ha 43 anni,<br /> Ana 12, Marena ne ha compiuti 14 venerdì. La loro casa è a Ivano<br /> Frankivsk, una città nel nord-ovest dell’Ucraina, dove le bombe<br /> hanno fatto saltare in aria l’aeroporto. Il marito di Iryna è<br /> rimasto là. Suo fratello è nell’esercito, di stanza a Kiev;<br /> scrive tutte le mattine per dirle che sta bene. In Italia Iryna ha però ritrovato la madre, che lavora a<br /> Latina come badante. E potrà riprendere i trattamenti sanitari<br /> che prima il covid e poi la guerra le hanno negato. “Farà tutte<br /> le analisi in esenzione completa, avrà cure più moderne di<br /> quelle ricevute in Ucraina, gratis”, sottolinea Nicoletta.<br /> “Questo mi fa sentire orgogliosa del nostro paese, del sistema<br /> sanitario che con la scuola è una punta di diamante italiana”. Il gesto di Nicoletta e della sua famiglia è stato<br /> contagioso. “Tre persone in più, nel bilancio familiare, alla<br /> lunga si sentono. Per questo – evidenzia Nicoletta – è<br /> importante il contributo da 20 euro al giorno, previsto per chi<br /> ospita ma non ancora realizzato. “E’ giusto dare un aiuto<br /> economico. Chi ospita va sostenuto”. (<span class="caps">ANSA</span>).</p>

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