Due mila pietre per ricostruire Basilica Norcia

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Di ANSA
"Toccandole si percepisce storia" dice soprintendente
"Toccandole si percepisce storia" dice soprintendente

<p>(<span class="caps">ANSA</span>) – <span class="caps">NORCIA</span> (<span class="caps">PERUGIA</span>), 20 <span class="caps">MAR</span> – Duemila pietre per<br /> ricostruire la Basilica di Norcia. Sono quelle finora recuperate<br /> e catalogate e che si trovano in quello che Paolo Iannelli – soprintendente del ministero dei Beni culturali per il Centro<br /> Italia terremotato – chiama “il cantiere delle pietre vive”.<br /> “Pietre – spiega all’<span class="caps">ANSA</span> – che sono la linfa che permetterà di<br /> ricostruire la casa di San Benedetto con tutti i suoi valori<br /> identitari”. “Toccarle o passeggiare tra i bancali dove sono<br /> state collocate è una autentica emozione, si percepisce la<br /> storia e danno il senso della stratigrafia che nei secoli c‘è<br /> stata in questa Basilica”, aggiunge il soprintendente. A occuparsi della selezione e della catalogazione delle pietre<br /> dentro il cantiere organizzato dall’Eni, che sostiene il<br /> recupero, è Emanuela D’Abbraccio, restauratrice di Norcia, tra<br /> le massime esperte della Basilica, di cui si era presa cura<br /> anche prima del sisma. “Si tratta di un lavoro affascinante e<br /> complesso – racconta – perché sono migliaia le pietre recuperate<br /> dopo il crollo e a tutte occorre dare un ‘nome’ così da<br /> ricollocarle nella loro sede originaria anche grazie alla<br /> documentazione del passato. Se conosco queste pietre una ad una?<br /> Forse sì, anche perché dentro la Basilica di fatto ci sono<br /> cresciuta essendo di Norcia”. Intanto, da alcune settimane una grande gru è presente<br /> nell’area del cantiere della stessa Basilica. “La gru – spiega<br /> Iannelli – è intesa come momento in cui si avvia la<br /> ricostruzione materiale, ci dà il senso che quello che è stato<br /> fatto in questi anni verrà finalmente ricollocato”. Il soprintendente spiega che in questi oltre cinque anni,<br /> tanti sono trascorsi dal terremoto, “si è sempre lavorato in<br /> funzione della ricostruzione della Basilica, iniziando proprio<br /> dall’andare a recuperare le pietre importanti crollate e<br /> scartare quei materiali che invece sarebbero dovuti essere<br /> rimossi anche in condizioni ordinarie. E’ stato un percorso non<br /> semplice, ma finalmente la ricostruzione è stata davvero avviata<br /> e questo sarà l’anno in cui anche quella pubblica muoverà passi<br /> importanti”. (<span class="caps">ANSA</span>).</p>

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