Ucraina: anche le Eolie si mobilitano per accogliere profughi

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Di ANSA
Una parrocchia di Salina mette a disposizione 40 posti letto
Una parrocchia di Salina mette a disposizione 40 posti letto

<p>(<span class="caps">ANSA</span>) – <span class="caps">SALINA</span>, 06 <span class="caps">MAR</span> – La comunità parrocchiale di Salina,<br /> la seconda isola delle Eolie, mette a disposizione 40 posti<br /> letto per i profughi ucraini. Lo ha annunciato il parroco<br /> Giuseppe Brancato. “Anche in quest’isola – dice il parroco<br /> Giuseppe Brancato che ha voluto l’iniziativa insieme a Don<br /> Godwin e Don Pippo – invochiamo il dono della pace. In<br /> collaborazione con la Caritas Italiana, organo ecclesiale e in<br /> costante dialogo con il ministero dell’interno, abbiamo deciso<br /> di mettere 40 posti letto in strutture di proprietà della<br /> parrocchia, immediatamente disponibili ad accogliere a tempo<br /> indeterminato, i fratelli profughi Ucraini. Tutti coloro che<br /> vorranno mettere a disposizione ulteriori posti letto a tempo<br /> indeterminato potranno dare la loro disponibilità alle<br /> parrocchie dell’isola di Leni, Santa Marina e Malfa”. Anche a Lipari si è mobilitata Eleonora Zagami, presidente<br /> dell’associazione “Valentino uno di noi”. “Chiedo ad ogni<br /> cittadino eoliano – è il suo appello – di volersi unire e di<br /> contribuire, facendo ognuno la propria parte, in nome della<br /> umana solidarietà. La nostra azione si concretizza sul piano<br /> operativo nella funzione di raccolta di beni di prima necessità<br /> e di consumo, nuovi o in buono stato d’uso (scarpe, medicinali,<br /> alimentari, abbigliamento, giochi per l’infanzia), che faremo<br /> pervenire in tempi brevi ed in mani sicure attraverso la rete<br /> umanitaria costituita per i soccorsi in territorio ucraino.<br /> Ringraziamo fin da ora quanti hanno offerto ed offriranno la<br /> propria disponibilità all’accoglienza in strutture residenziali<br /> di piccoli nuclei familiari in fuga dalla guerra, alla<br /> Protezione civile, nella figura di Giuseppe Orto tramite<br /> l’associazione Radioamatori Eoliani e a Padre Giuseppe Mirabito<br /> per il loro incondizionato e prezioso apporto all’iniziativa. La<br /> vostra adesione potrà certamente alleviare le sofferenze<br /> provocate dalla guerra sulla popolazione civile in fuga ed anche<br /> su quanti hanno deciso di restare in patria, nonostante i<br /> bombardamenti”. (<span class="caps">ANSA</span>).</p>

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