Georgia e Moldavia presentano richiesta di adesione all'Unione europea

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Di Debora Gandini  Agenzie:  ANSA
Georgia e Moldavia presentano richiesta di adesione all'Unione europea
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La guerra in Ucraina sta spingendo altri Paesi dell’area dell’Europa orientale verso l'Unione europea. Nella stessa giornata sia la Moldavia, che confina con il Sud Ovest dell’Ucraina, sia la Georgia hanno presentato ufficialmente la candidatura di adesione all’Ue.

La presidente moldava Maia Sandu ha precisato che certe decisioni devono essere prese rapidamente e in modo determinato. Intanto le autorità di Chișinău hanno proibito la ritrasmissione di programmi delle emittenti tv russe.

La parola passa a questo punto al Consiglio europeo che ora dovrà dare una risposta anche alla Georgia paese contro il quale il Cremlino si scagliò nel 2008 rivendicando l’Ossezia del Sud. L’accelerazione della richiesta è dovuta alla crescente preoccupazione che l’invasione russa possa oltrepassare i confini dell’Ucraina mentre i rapporti tra Tbilisi e Mosca sono sempre più risicati. Secondo Vladimir Putin, il Paese doveva rimanere all’interno dell’influenza della Russia, non accettando una presenza della Nato e dell’Ue in terra caucasica.

I georgiani hanno sottolineano che il loro è uno “Stato europeo e continua a dare il suo valido contributo per la protezione e lo sviluppo”, ha spiegato il primo ministro Irakli Garibashvili. Tbilisi ha sottoscritto nel corso degli ultimi anni accordi con l’Unione europea, come quello sul libero scambio nel 2014 e, tre anni più tardi, quello che ha permesso brevi soggiorni negli Stati Schengen. Un mese fa è entrata in vigore la legge che considera il vilipendio nei confronti delle bandiere Ue e Nato. Una decisione presa poco dopo l’incontro a Bruxelles tra il segretario generale dell’Alleanza Atlantica, Jens Stoltenberg, e il primo ministro Garibashvili.

Per le due ex repubbliche sovietiche la speranza di entrare nell’Unione segue quella di Kiev e del Kosovo mentre crescono le preoccupazioni sulla possibilità di un allargamento del conflitto e della crisi.