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Ucraina: lento ma costante arrivo bus profughi a Trieste

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Di ANSA
A porta Est Italia, il valico di Fernetti, confine con Slovenia
A porta Est Italia, il valico di Fernetti, confine con Slovenia

<p>(<span class="caps">ANSA</span>) – <span class="caps">TRIESTE</span>, 27 <span class="caps">FEB</span> – Dopo il primo autobus organizzato<br /> di profughi ucraini giunto questa mattina presto, nel corso<br /> della giornata ne sono arrivati altri, sporadicamente, alla<br /> porta Est dell’Italia, il valico di Fernetti (Trieste), al<br /> confine con la Slovenia. Meno di dieci autobus nell’arco della<br /> giornata interamente occupati di ucraini, ma vari altri, ad<br /> esempio con targa rumena, avevano a bordo singoli cittadini<br /> ucraini, piccoli nuclei familiari, donne con i bambini<br /> prevalentemente. A Fernetti sono stati tutti controllati dalle forze<br /> dell’ordine e, dopo una breve sosta per rifocillarsi, sono<br /> ripartiti, diretti, di volta in volta in varie città del Nord<br /> Italia, ma anche a Roma e a Napoli, dove si trova una numerosa<br /> comunità ucraina, forse quella più cospicua in Italia. I racconti sono quelli disperati comuni a tutti i cittadini<br /> ucraini: gli uomini sono rimasti a combattere, le donne stanno<br /> portando in salvo i bambini ricongiungendosi con parenti che da<br /> tempo lavorano in Italia o semplicemente raggiungendo amici,<br /> conoscenti, per mettersi in salvo, prima di tutto. Un gruppo di donne poco prima di partire ha intonato un canto<br /> nazionale, tra lacrime e commozione. “Troppo pericoloso restare in Ucraina – dice una donna<br /> parlando in un italiano zoppicante, scesa da un bus partito da<br /> Mykolaiv, che ha fatto sosta a Odessa e che è diretto a Napoli – la gente va dovunque, Slovacchia, Polonia, noi siamo venuti in<br /> Italia, dopo 12 ore in frontiera. Quando si aggiusta tutto,<br /> torniamo, possiamo stare fuori 90 giorni, poi vedremo”. Un uomo, uno dei pochi uomini presenti, dice che con i primi<br /> bombardamenti è “subito scappato in Romania insieme con la<br /> moglie e i bambini. Non abbiamo nemmeno chiuso casa – specifica,<br /> in italiano – siamo fuggiti via, adesso andiamo a Genova, dove<br /> c‘è mia madre”. (<span class="caps">ANSA</span>).</p>

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