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Camorra: "Ucciso innocente? Più ne morivano più boss contento"

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Di ANSA
Parla "pentito" che consentì cattura Marco Di Lauro dopo 14 anni
Parla "pentito" che consentì cattura Marco Di Lauro dopo 14 anni

<p>(<span class="caps">ANSA</span>) – <span class="caps">NAPOLI</span>, 23 <span class="caps">FEB</span> – “Cosimo non si lamentò affatto<br /> della circostanza che fosse stata uccisa in quell’evento una<br /> seconda persona perché era il periodo in cui più persone si<br /> uccidevano più Cosimo era contento…”. A parlare della ferocia<br /> di Cosimo Di Lauro, figlio del capoclan Paolo Di Lauro, fratello<br /> di Ciro e Marco Di Lauro, i tre fratelli che, secondo gli<br /> inquirenti, rappresentavano il triumvirato alla guida<br /> dell’omonima famiglia camorristica di Secondigliano, è Salvatore<br /> Tamburrino, uomo di fiducia di Ciro “o’ chiatto” e anche di<br /> Marco Di Lauro, detto “F4”, colui che ha consentito l’arresto di<br /> Marco dopo 14 anni di latitanza. Tamburrino venne arrestato per<br /> l’omicidio della moglie Norina Matuozzo il 2 marzo 2019: lo<br /> stesso giorno viene arrestato anche Marco Di Lauro. Tamburrino<br /> ha iniziato la sua collaborazione con la Giustizia il 22 ottobre<br /> dello stesso anno.<br /> Le dichiarazioni del collaboratore di giustizia, risalenti al 21<br /> novembre 2019, sono annesse all’ordinanza notificata ieri dal<br /> Nucleo Investigativo dei carabinieri di Castello di Cisterna a<br /> Ciro Di Lauro, Giovanni Cortese, Salvatore Petriccione e Ciro<br /> Barretta (gli ultimi tre facenti parte del gruppo di fuoco, il<br /> primo il mandante), per il duplice omicidio avvenuto a Melito,<br /> in provincia di Napoli, il 21 novembre 2004, di Domenico Riccio,<br /> considerato il riciclatore, o comunque il cassiere, di Abbinante<br /> Raffaele detto “papele”, appartenente alla frangia rivale degli<br /> scissionisti, e di Salvatore Gagliardi, anche lui morto in<br /> quell’agguato malgrado non fosse tra gli obiettivi della<br /> “squadra di morte” dei Di Lauro di istanza proprio a Melito<br /> durante la faida di Secondigliano del 2004.<br /> Tamburrino, scrive il gip di Napoli Ambra Cerabona<br /> nell’ordinanza con la quale ha disposto le quattro misure<br /> cautelari, “…rappresenta l’affiliato di livello superiore dei<br /> Di Lauro che ha portato all’attenzione degli inquirenti un<br /> patrimonio conoscitivo rilevantissimo in ordine ai periodi della<br /> faida del 2004”. (<span class="caps">ANSA</span>).</p>

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