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Latte: trattori a Grosseto, 'bruceremo tessere elettorali'

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Di ANSA
Protesta per i rincari di allevatori indipendenti
Protesta per i rincari di allevatori indipendenti

<p>(<span class="caps">ANSA</span>) – <span class="caps">GROSSETO</span>, 22 <span class="caps">FEB</span> – Trattori, camion e auto, una<br /> lunga fila “rumorosa” ha raggiunto Grosseto con a bordo<br /> agricoltori, allevatori e pastori della Toscana e della Sardegna<br /> che, senza alcuna bandiera di associazioni della categoria,<br /> hanno sfilato in corteo per protestare contro rincari ormai non<br /> più sopportabili, dai mangimi, all’elettricità, al gasolio per<br /> illuminare le stalle. Tra i prodotti colpiti nel prezzo il<br /> latte. L’unico vessillo, insieme a quello dei pastori sardi, era<br /> sulla benna di un trattore “Liberi Agricoltori”, nuova<br /> associazione che si dice indipendente. “Siamo qui insieme ai pastori sardi perché la battaglia deve<br /> andare avanti – spiega Salvatore Fais, ideatore della<br /> manifestazione – I rincari dell’ultimo periodo sono stati la<br /> goccia che ha fatto traboccare il vaso. È aumentato tutto,<br /> tranne i prezzi dei nostri prodotti”. “Un latte vaccino che<br /> possiamo comprare in offerta al supermercato magari a 69<br /> centesimi, alla stalla che produce viene riconosciuto solo 40<br /> centesimi al litro – prosegue Fais – mentre già nel 2019 Ismea<br /> parlava di un costo di produzione dai 45 ai 50 centesimi per il<br /> latte vaccino e 1 euro e 15 per quello ovino. Per avere un buon<br /> prezzo per il produttore oggi si dovrebbe parlare di 1,50 per<br /> quello di pecora e almeno 60-65 centesimi per quello vaccino”. Fais annuncia che la protesta andrà avanti senza esclusione di<br /> colpi: “Se entro 15 giorni non avremo risposta al nostro<br /> documento inviato al ministero effettueremo un’altra<br /> manifestazione, dove bruceremo le tessere elettorali”. “Siamo colpiti da una crisi profonda che ci sta costringendo<br /> sempre più a vendere il nostro prodotto, al di sotto del costo<br /> di produzione”, si legge in un documento, “la politica sia a<br /> livello regionale che nazionale e comunitaria, invece di<br /> ascoltare le nostre istanze, continua ad ascoltare e a tutelare<br /> le grosse lobby commerciali, che stanno trasformando l’Italia,<br /> da straordinaria terra di produzione del cibo, in piattaforma<br /> commerciale in mano alla speculazione finanziaria”. (<span class="caps">ANSA</span>).</p>

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