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Sanzioni alla Russia: le posizioni dei Paesi europei

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Di Giulia Avataneo
Sanzioni alla Russia: le posizioni dei Paesi europei
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Sono gli ultimi tentativi della diplomazia. I ministri degli esteri europei si sono riuniti a Bruxelles, pronti a ricorrere ad ogni strumento per scongiurare una guerra in Ucraina. Ma anche per trovarsi pronti se il dialogo dovesse fallire.

Come ha spiegato Josep Borrell, Alto Rappresentante dell'Unione europea per gli Affari Esteri:

"Quando sarà il momento chiederò una riunione straordinaria, perché le sanzioni sono di competenza del Consiglio, voglio ripeterlo perché è importante sapere chi decide cosa in queste istituzioni. È il Consiglio che assume la decisione su mia proposta. Siamo pronti a farlo quando sarà il momento, ma spero e stiamo lavorando perché questo momento non arrivi".

Il nodo dei tempi

"La situazione è molto seria, quindi stiamo lavorando per il meglio: per evitare una guerra. Ma ci stiamo preparando al peggio se Putin continua le sue provocazioni e il suo disprezzo per la diplomazia", ha commentato raggiungendo il summit Jeppe Kofod, ministro danese.

A spingere per accelerare i tempi è l'Ucraina: il ministro degli esteri chiede che le sanzioni vengano adottate subito, e non in caso di invasione.

"Oggi ci aspettiamo delle decisioni, non solo dei messaggi politici. Ci sono tutte le ragioni per imporre una parte delle sanzioni già ora". Ha detto il ministro degli Esteri ucraino Dmytro Kuleba arrivando a Bruxelles per il consiglio Affari Esteri. "L'Ucraina è sotto attacco dal 2014 e quello che stiamo vedendo ora è un'operazione ibrida, con l'aumento delle truppe ai nostri confini, cyberattacchi, guerra d'informazione".

Berlino: sedersi al tavolo negoziale

"Lancio un appello urgente a sedersi al tavolo negoziale", ha detto la ministra tedesca Annalena Baerbock. "Osserviamo con attenzione le provocazioni e la propaganda in atto ma non ci lasciamo coinvolgere - ha aggiunto - Il gioco del governo russo con la popolazione civile dei territori occupati è irresponsabile. Quello che abbiamo vissuto nelle ultime 72 ore" è "una cosa difficile da immaginare". La ministra tedesca ha poi stigmatizzato in particolare le interruzioni all'approvvigionamento idrico e dell'elettricità alla popolazione civile: "Tutto ciò è responsabilità del governo russo", ha detto.

Quali sanzioni? Le divergenze in Ue

Oltre ai tempi l'altro nodo importante è sul tipo di sanzioni da mettere in campo. Sabato la presidente della Commissione Ursula von der Leyen ha ribadito che "ogni opzione è sul tavolo", includendo anche quelle energetiche.

Ma Germania e Italia sono contrarie a coinvolgere il sistema di approvvigionamento del gas, che ha già subito pesanti effetti sul prezzo a causa delle tensioni nell'est d'Europa. Ognuno dei due Paesi ha i propri interessi da difendere: Berlino vorrebbe preservare il gasdotto Nord Stream 2, mentre l'Italia è in difficoltà per la grande dipendenza dalle forniture russe. "Sul tema sanzioni, l’Italia è allineata all’Unione Europea, ma queste non devono comprendere l’energia", ha detto il presidente del Consiglio Mario Draghi in conferenza stampa venerdì.