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Autoriciclaggio: 4 arresti e sequestro beni in Calabria

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Di ANSA
Sigilli a società e beni per 5,2 Mln, anche albergo in Trentino
Sigilli a società e beni per 5,2 Mln, anche albergo in Trentino

<p>(<span class="caps">ANSA</span>) – <span class="caps">CATANZARO</span>, 17 <span class="caps">FEB</span> – I finanzieri del Comando<br /> provinciale della di Catanzaro, coordinati dalla Procura della<br /> Repubblica di Lamezia Terme, hanno arrestato e posto ai<br /> domiciliari in esecuzione di un provvedimento del Gip di Lamezia<br /> Terme, quattro persone e sequestrato di due società e beni, per<br /> un valore superiore ai 5,2 milioni di euro. Gli arrestati sono<br /> accusati di associazione a delinquere finalizzata<br /> all’autoriciclaggio.Perquisizioni oltre che in Calabria anche in Lombardia, Trentino e Campania. Tra i beni sequestrati ci sono<br /> un albergo a Madonna di Campiglio,uno stabilimento industriale a<br /> Lamezia Terme e un’imbarcazione del valore di 300 mila euro.<br /> L’operazione denominata “Boccaccio” è scaturita a seguito<br /> dell’approfondimento, da parte dell’Agenzia delle Entrate, di<br /> una sospetta operazione di “Voluntary Disclosure”, posta in<br /> essere da un imprenditore lametino, il quale ha fatto rientrare<br /> in Italia 500 mila euro investiti in banche maltesi per mezzo di<br /> una società con sede nelle Isole Vergini. Le indagini, svolte<br /> dagli specialisti del Nucleo di Polizia Economico Finanziaria di<br /> Catanzaro, hanno consentito di accertare, sia pure in fase<br /> investigativa-cautelare, che la provvista derivasse non da una<br /> eredità, come sostenuto dall’interessato, ma da pregressi reati<br /> fiscali. I riscontri hanno consentito di ricostruire le attività<br /> dell’imprenditore, del coniuge e di due consulenti operanti nel<br /> Nord Italia: da qui è emerso che, attraverso una serie di<br /> operazioni finanziarie, fosse stata riciclata la somma di oltre<br /> un milione di euro provento di evasione fiscale. Per nascondere<br /> l’origine illecita della provvista sarebbero state costituite<br /> società di comodo in Svizzera dove allocare parte dei proventi<br /> dell’evasione per poi procedere al loro reimpiego nel mercato<br /> legale, attraverso operazioni nel settore immobiliare, edile,<br /> turistico e del noleggio di natanti.. Il Gip ha inoltre disposto<br /> il sequestro di 1,5 milioni di euro. (<span class="caps">ANSA</span>).</p>

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