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Aemilia: immobili confiscati dati a famiglie disagiate

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Di ANSA
Accordo tra Comune di Reggio Emilia e tribunale di Bologna
Accordo tra Comune di Reggio Emilia e tribunale di Bologna

<p>(<span class="caps">ANSA</span>) – <span class="caps">REGGIO</span> <span class="caps">EMILIA</span>, 14 <span class="caps">FEB</span> – Cinque immobili sequestrati<br /> alla criminalità organizzata a Reggio Emilia ospiteranno cinque<br /> famiglie (per una quindicina di persone complessivamente) in<br /> difficoltà abitativa. Un’azione resa possibile da un accordo<br /> siglato dal Comune reggiano e dal tribunale di Bologna, con<br /> l’obiettivo di dedicare le strutture a finalità sociali, in<br /> ottemperanza con quanto prevede la normativa antimafia in<br /> materia di beni confiscati. Si tratta di cinque appartamenti, dai 60 ai 120 metri<br /> quadrati di superficie – sottoposti a misura di prevenzione<br /> nell’ambito del processo Aemilia contro la ‘Ndrangheta e quindi<br /> tolti dalla disponibilità degli intestatari – concessi con un<br /> contratto di comodato d’uso gratuito al Comune che potrà<br /> utilizzarli a partire dal primo marzo (facendosi carico delle<br /> utenze e degli oneri di manutenzione ordinaria), esclusivamente<br /> per finalità istituzionali o sociali a tempo indeterminato, in<br /> attesa dell’eventuale confisca definitiva e del passaggio<br /> all’Agenzia nazionale per l’amministrazione e la destinazione<br /> dei beni sequestrati e confiscati alla criminalità organizzata. “La nostra scelta del Comune è quella di dedicarli per<br /> ospitare famiglie in condizioni di disagio socio-abitativo e in<br /> necessità di avere alloggi ponte in attesa di collocazioni<br /> definitiva in altri appartamenti – ha detto stamattina in<br /> conferenza stampa il sindaco di Reggio Emilia, Luca Vecchi – Ci<br /> auguriamo che possano avvenire ulteriori iniziative in questo<br /> senso”. Presente anche Filippo Salvardi, dottore commercialista<br /> e amministratore giudiziario dei beni in oggetto del tribunale<br /> di Bologna, il quale ha commentato: “Credo che questa iniziativa<br /> sia nel pieno spirito del codice antimafia. Assegnare questi<br /> beni richiede un lavoro giuridico complesso, stiamo lavorando ad<br /> una mappatura delle confische, in modo da favorire una più<br /> proficua collaborazione con le istituzioni per la rimessa di<br /> essi nel circuito della legalità”. (<span class="caps">ANSA</span>).</p>

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