"Chiudo oggi per non fallire", allarme ristoratrice L'Aquila

Access to the comments Commenti
Di ANSA
Bollette,green pass e terrorismo psicologico,circola poca gente
Bollette,green pass e terrorismo psicologico,circola poca gente

<p>(<span class="caps">ANSA</span>) – L’<span class="caps">AQUILA</span>, 28 <span class="caps">GEN</span> – “Purtroppo lo Stato ci ha<br /> abbandonati. Abbiamo dovuto chiudere il 15 gennaio, costretti<br /> dalle spese altissime: solo per citare una bolletta, quella<br /> dell’elettricità è arrivata a 5.300 euro, rispetto ai poco più<br /> di 2mila cui siamo abituati. E per non chiudere per sempre,<br /> abbiamo deciso di non riaprire oggi”. Ambra Berardini,<br /> proprietaria del ristorante “Le Fiaccole” a Fossa, comune a una<br /> decina di chilometri da L’Aquila, non avrebbe mai immaginato<br /> trent’anni fa, quando aprì l’attività creando occupazione, di<br /> arrivare a questo punto. Ha deciso che riaprirà a marzo. Il suo<br /> ristorante è stato per 18 anni al centro all’Aquila: superato il<br /> terremoto del 2009, nel 2017 la decisione di trasferire tutto a<br /> Fossa, dove si confermò una delle strutture più rinomate del<br /> territorio, specialmente per banchetti e cerimonie. Il locale è<br /> grande e, proprio per questo, oggi i costi non sono sostenibili:<br /> “Soprattutto perché – sottolinea Berardini – i clienti non ci<br /> sono o sono sempre troppo pochi. Tra quarantene, green pass e<br /> terrorismo psicologico circola poca gente. A moltiplicarsi sono<br /> solo le disdette a cascata, da due anni non si può neanche più<br /> contare sulle cerimonie, continuamente rimandate o mai<br /> riprogrammate. E come non capirli i clienti, è impossibile fare<br /> piani anche solo per domani, figuriamoci organizzare cerimonie”.</p> “Abbiamo deciso da soli di chiudere, stavolta senza che ce lo ordinasse il Governo e quindi senza poter contare sui ristori che, per quanto insufficienti, almeno l’anno scorso c’erano”. Ma chiudere costa meno: “Siamo stati obbligati – dice ancora Berardini – Tra l’altro la Cig per i dipendenti nel 2022 non è ancora prorogata. Fortunatamente, se così si può dire, abbiamo solo quattro persone che lavorano con noi, ma significa comunque quattro famiglie, oltre alla mia. E non abbiamo altre entrate. Chiudiamo e basta, senza poter contare su altro. Apriremo, se possibile, solo su prenotazione per qualche banchetto. Almeno fino a marzo. Non possiamo fare progetti a lungo termine”. (<span class="caps">ANSA</span>).

euronews pubblica le notizie d'ansa ma non interviene sui contenuti degli articoli messi in rete. Gli articoli sono disponibili su euronews.net per un periodo limitato.