Amianto: militare morto, Tar Lazio condanna ministero Difesa

Access to the comments Commenti
Di ANSA
Maresciallo Lazzari morì a 46 anni. 'Risarcimento a eredi'
Maresciallo Lazzari morì a 46 anni. 'Risarcimento a eredi'

<p>(<span class="caps">ANSA</span>) – <span class="caps">PESCARA</span>, 28 <span class="caps">GEN</span> – Il Tar del Lazio ha condannato il<br /> ministero della Difesa al risarcimento del danno subito dal<br /> Maresciallo capo Giuseppe Lazzari di Torre Annunziata, in<br /> servizio nell’Esercito Italiano dal 1992 al 2010 – con missioni<br /> anche all’estero in territori contaminati da fibre di amianto e<br /> con radiazioni per l’uso di proiettili all’uranio impoverito – morto a 46 anni per mesotelioma. Il ministero aveva rigettato le<br /> domande della vedova e degli orfani, ancora minorenni all’epoca<br /> della morte dell’uomo. Ne dà notizia l’Osservatorio Nazionale<br /> Amianto, che ha seguito la vicenda insieme all’avvocato Ezio<br /> Bonanni. L’Osservatorio e il legale, infatti, hanno sostenuto la<br /> famiglia nella lunga vicenda giudiziaria, andata avanti per<br /> dieci anni, prima presso il Tribunale di Pescara, per il<br /> riconoscimento dello status di vittima del dovere, e<br /> successivamente al Tar del Lazio con la pronuncia di<br /> riconoscimento della causa di servizio e la condanna al<br /> risarcimento del danno. La causa prosegue per l’opposizione del<br /> Ministero a risarcire e perché bisogna determinare l’importo del<br /> danno. Nella sentenza viene sottolineato che “il militare<br /> avrebbe operato privo di dispositivi di protezione e non sarebbe<br /> mai stato informato della presenza di agenti patogeni”. Il Tar del Lazio richiama il principio per cui<br /> “l’imprenditore è tenuto ad adottare nell’esercizio dell’impresa<br /> le misure necessarie che, secondo la particolarità del lavoro,<br /> l’esperienza e la tecnica sono necessarie a tutelare l’integrità<br /> fisica e la personalità morale dei prestatori di lavoro”. In<br /> particolare, in relazione ai militari, ribadisce il “dovere<br /> dell’Amministrazione della Difesa di proteggere il<br /> cittadino-soldato da altre forme prevedibili e prevenibili di<br /> pericoli non strettamente dipendenti da azioni belliche, <br /> dotandolo di equipaggiamento adeguato”. “Questo processo – commenta la vedova, Anna Odore – è stato<br /> anche un motivo per ricordare di mio marito – Ho voluto portare<br /> avanti la sua volontà di abbattere un sistema che negava gli<br /> effetti derivanti dall’amianto e dall’uranio impoverito”.<br /> (<span class="caps">ANSA</span>).</p>

euronews pubblica le notizie d'ansa ma non interviene sui contenuti degli articoli messi in rete. Gli articoli sono disponibili su euronews.net per un periodo limitato.