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Russia - Ucraina: la tattica della mobilitazione

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Di Paolo Alberto Valenti  & euronews e ANSA
Russia - Ucraina: la tattica della mobilitazione
Diritti d'autore  AP/Russian Defense Ministry Press Service   -  

Venti unità della marina militare russa sono in esercitazione sul Mar Nero. Mosca assicura che tale attività era prevista da tempo e riguarda diversi corsi di formazione che si tengono tra gennaio e febbraio. Ma il teatro "tattico" del presidente russo Vladimir Putin potrà riservare molte altre risorse e richiami ad operazioni belliche. Non stupisce infatti la prodigalità di Mosca nel diffondere video istituzionali dedicati ai suoi veicoli corazzati che in buon ordine manovrano nei poligoni della regione sudoccidentale di Rostov, confinanti con le regioni ucraine di Donetsk e Luhansk. Kiev sembra consapevole di quanto questa guerra dei nervi abbia attivato una poderosa mobilitazione diplomatica fino ad allarmare profondamente il Vaticano.

La strategia di Mosca

Gli obiettivi strategici sono noti. L’espansionismo ad est della Nato, che prosegue dalla fine del secolo scorso, in una vasta campagna "acquisti" destinata a quasi tutti i paesi dell'ex blocco sovietico, non poteva non irritare profondamente il Cremlino. I proclami d' imbarcare nella Nato anche Ucraina e Georgia hanno fatto balzare dalla seggiola Putin che si sente minacciato. A Kiev non ha più un governo amico tuttavia fino ad oggi le contromisure sono state risolute: incamerare la Crimea e sostenere i filo russi del Donbass. Tuttavia Putin vuole di più, anche perché la Nato non demorde e la Russia si sente soffocare ad ovest. Nella partita geopolitica ci sono anche le forniture di gas russo tanto preziose per l'Europa e Mosca sa di poter giocare efficacemente sia sul piano strategico che su quello macroeconomici nonostante una situazione finanziaria interna non favorevole.

L'insostenibile tranquillità di Kiev

"Qui in Ucraina i vertici politici ostentano coraggio e minimizzano la minaccia rappresentata dall'attuale concentramento di reparti russi sui loro confini. Il ministro degli Esteri ucraino sostiene che l'attuale mobilitazione di soldati russi sulla frontiera sarebbe insufficiente per un attacco in grande stile e il presidente ucraino ha ribadito che la situazione è sotto controllo": racconta la nostra inviata Anelise Borges.

Le voci della gente

"Fa paura - dice una ragazza ucraina - i miei genitori sono particolarmente spaventati, non sanno quale sarà la situazione.

Il tasso di cambio per il dollaro sta aumentando, i prezzi stanno aumentando: gli anziani hanno iniziato a farsi prendere dal panico, io e i miei amici stiamo pensando di andarcene in Europa per un po' di tempo e aspettare lì".

"Riguarda ogni ucraino, alcune persone hanno iniziato a raccogliere cibo, altre stanno pulendo le armi e si stanno preparando per un attacco: ci sono molte informazioni al riguardo sui media, tutti conoscono questa minaccia".

"La maggior parte delle persone in Ucraina è pronta per quello che potrebbe accadere: non sarebbe un conflitto, ma una vera guerra, penso che gli ucraini siano pronti per questo".

I tasselli del fronte occidentale e le parole della Cina

Nella generale crisi ad est spunta la Romania che offre spazi per ospitare eventuali truppe Nato da mobilitare in soccorso di Kiev. Intanto la Cina ritiene che "per risolvere" la questione della crisi Ucraina sia necessario "tornare ancora al punto originale del Nuovo accordo di Minsk", mentre "tutte le parti dovrebbero abbandonare completamente la mentalità della Guerra Fredda e formare un meccanismo di sicurezza europeo equilibrato, efficace e sostenibile attraverso negoziati". Il ministro degli Esteri Wang Yi ha affermato, in un colloquio telefonico con il segretario di Stato Usa Antony Blinken, di considerare "le ragionevoli preoccupazioni della Russia in materia di sicurezza" che "dovrebbero essere prese sul serio e risolte".

La Gran Bretagna in avanscoperta

Dopo il giro di telefonate che nei giorni scorsi il presidente Usa Biden ha fatto con i maggiori premier europei la Gran Bretagna è stata quella che ha risposto con maggior vigore e fra le prime mosse - oltre a rincarare la dose sulle ulteriori sanzioni con cui punire Mosca in caso di invasione dell'Ucraina - ha mandato il suo ministro della Difesa a Berlino per configurare la relativa "neutralità" della Germania in questa fibrillazione internazionale. Il ministro della Difesa tedesco Christine Lambrecht ha accolto l'omologo britannico Ben Wallace per uno scambio bilaterale ed ha chiarito che non intende inviare armi letali* in Ucraina. "Il governo tedesco ha chiaramente convenuto di non inviare armi letali, né favorire consegne di armi nelle aree di crisi, perché non intendiamo alimentare ulteriormente questi conflitti. E ritengo che questa sia la strada giusta nell'attuale situazione": ha precisato Lambrecht. La Germania si limiterà ad una fornitura di elmetti nella misura di 5.000 pezzi all'Ucraina come segno di vicinanza.

*Nota - Quali sono le armi letali

Le armi letali sono quelle dalle quali è molto difficile difendersi per esempio quelle che rilasciano una poderosa carica di energia nucleare, che si diffonde con reazioni a catena. Tutto ciò causa gravi danni e porta alla contaminazione da radiazioni dell'area. Queste sono anche le bombe atomiche di teatro. Ci sono poi le armi chimiche che sono previste per paralizzare la manodopera nemica esponendola a dosi massicce di sostanze tossiche. Poi ci sono le armi incendiarie che sono concepite con basi infiammabili: pirogel, napalm, fosforo bianco. Le armi batteriologiche letali sono quelle che rendono tossiche le culture e uccidono animali e persone mediante il metodo di diffusione di spore e organismi patogeni, tutti i tipi di virus, le sostanze tossiche.