Crisi ucraina: a rischio il gasdotto Nord Stream 2

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Di Eloisa Covelli
Crisi ucraina: a rischio il gasdotto Nord Stream 2
Diritti d'autore  AP/Russian Foreign Ministry Press Service

Se la Russia invaderà l'Ucraina, tra le sanzioni ci sarà anche l'interruzione del progetto del gasdotto Nord Stream 2. A dirlo chiaramente è la ministra degli Esteri tedesca, Annalena Baerbock, alla Bundestag. Il che significa un danno non solo per l'economia russa e quella tedesca, ma per tutta l'Europa. Il gasdotto bis dovrebbe portare ulteriori 55 miliardi in metri cubi di gas naturale all’anno verso l'Unione. Questo spiega perché l'Europa sta cercando la sua strada per la de-escalation. Ieri 26 gennaio Macron ha riunito attorno a un tavolo a Parigi Francia, Ucraina, Russia e Germania. E oggi ha chiamato Putin. Tra due settimane ci sarà il bis a Berlino.

Il negoziato tra Stati Uniti e Russia è in salita. Dopo i colloqui di Ginevra, gli americani hanno mandato una lettera in risposta alle richieste russe. Il contenuto non è stato divulgato, ma Mosca non si dice soddisfatta.

"Nel documento c'è una risposta che dà speranza sulla possibilità di negoziare su questioni secondarie, ma riguardo al problema principale non c'è nessuna apertura" dice il ministro russo Sergei Lavrov.

Per Mosca il problema n. 1 è l'allargamento ad est della Nato. Per questo aveva chiesto agli Stati Uniti di esercitare il diritto di veto per l'ingresso dell'Ucraina nell'alleanza atlantica. Ma chiaramente hanno risposto picche.

Le proposte secondarie a cui fa riferimento Lavrov sarebbero la possibilità di dialogare sul dispiegamento di truppe (ma anche navi da guerra ed aerei) e sul posizionamento di missili a medio e corto raggio.

Ma all'Ucraina queste trattative sulla sua pelle non piacciono.

Se qualcuno pensa di fare accordi alle spalle dell'Ucraina, si sbaglia di grosso. È una questione di principio. Nessuno, neanche i nostri amici, possono fare concessioni in nostro nome
Dmytro Kuleba
ministro degli Esteri ucraino

Nel frattempo le immagini satellitari mostrano come la Russia abbia radunato più di 100mila uomini, carri armati e altri mezzi militari vicino al confine con l'Ucraina.