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Shoah: 15mila ebrei austriaci in fuga da Trieste a Shanghai

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Di ANSA
Il Piccolo, da 1938 al '40 scapparono da nazismo su navi Lloyd
Il Piccolo, da 1938 al '40 scapparono da nazismo su navi Lloyd

<p>(<span class="caps">ANSA</span>) – <span class="caps">TRIESTE</span>, 23 <span class="caps">GEN</span> – Dal porto di Trieste oltre 15 mila<br /> ebrei riuscirono a sfuggire alle persecuzioni naziste<br /> imbarcandosi, tra il 1938 e il 1940, sui transatlantici del<br /> Lloyd Triestino diretti a Shanghai. Si trattava soprattutto di<br /> cittadini austriaci. E’ una vicenda della storia poco nota,<br /> riepilogata oggi dal quotidiano Il Piccolo che la pubblica in<br /> due pagine corredata da foto d’epoca e da brevi schede dei<br /> personaggi. L’esodo comportò, in Cina, alla nascita del cosiddetto Ghetto<br /> di Shanghai, rifugio in Oriente dal nazismo per ebrei che,<br /> terminata la Seconda Guerra Mondiale, migrarono negli Stati<br /> Uniti, in Canada, Australia e Israele. La vicenda, in occasione del Giorno della Memoria (27<br /> gennaio), viene ricordata, scrive Il Piccolo, dall’Istituto<br /> italiano di Cultura di Vienna, con il convegno<br /> “Vienna-Trieste-Shanghai”. E’ soltanto l’inizio di un progetto<br /> più ampio che potrebbe trasformarsi anche in una mostra<br /> all’Ambasciata italiana a Vienna, in collaborazione con Museo<br /> della Comunità ebraica di Trieste Carlo e Vera Wagner e<br /> l’associazione Italian Liners. Il Piccolo sostiene che questo è<br /> l’obiettivo di Stefano Beltrame, ambasciatore italiano a Vienna,<br /> già Console generale d’Italia a Shanghai dal 2013 al 2018.<br /> Proprio Beltrame spiega dalle colonne del quotidiano che la<br /> vicenda è “un capitolo molto conosciuto in Austria e in Cina,<br /> quasi per nulla in Italia”. Anche perché “le operazioni di<br /> imbarco degli ebrei in fuga sulle navi del Lloyd per un periodo<br /> furono segrete, o meglio, non venivano pubblicizzate, visto che<br /> Mussolini aveva annunciato le leggi razziali, proprio a Trieste<br /> nel settembre del 1938”. L’ambasciatore sottolinea che “ci fu<br /> chi denunciò l’operazione a Trieste dopo il ’38, ma da Roma<br /> venne l’ordine di non sollevare il caso e lasciare che<br /> proseguissero gli imbarchi, che poi si estesero anche a Genova”. Viene infine segnalato il ruolo avuto dal console cinese a<br /> Vienna, Ho Feng Shan, che rischiò la vita e la carriera per<br /> salvare migliaia di ebrei concedendo via libera in grande<br /> quantità. (<span class="caps">ANSA</span>).</p>

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